Consapevolezze di un pomeriggio di danze meditative!

Non so come fosse arrivato un faggio in  riva al lago, sulla spiaggia di Pisenze, sul lago di Garda. Eppure ci sono stata tante volte, in questo luogo magico sotto la Rocca.

Il faggio era lì e le sue radici, stranamente, anziché entrare nella terra entravano nell’acqua e dalla riva penetravano nel fondale del lago. 

Il faggio si ergeva possente, cone uscisse dalle profondità del lago stesso, con i suoi fitti e folti rami, ma ancor più strano, i fiori di questo albero erano fiori di ciliegio, che creavano una  nuvola bianco rosata sulla riva… La brezza creava una danza di petali nell’aria che staccandosi dai rami… diventavano gocce di acqua vaporizzata … quest’acqua cadeva leggera sul mio capo e sulle mie spalle. Mi trovavo nel lago, in piedi, con l’acqua fino alla vita e mentre sentivo le gocce di petali sopra di me… con le mani potevo accarezzare l’acqua sotto di me… guardare il cielo e la danza di petali… e guardare il fondale sotto l’acqua limpida di Pisenze, osservando le radici del faggio… che penetravano nelle profondità del lago di Garda!

E poi la musica è sterminata e con lei la mia danza… ma la consapevolezza di questa esperienza è rimasta con me! E sono rimaste con me anche queste immagini!

Buon #MindfulnessDay

#BuoniGiorni

Elena

Fatica…

Photo by Olya Kobruseva on Pexels.com

La fatica di ricominciare…

La Fatica di respirare…

La Fatica ad ascoltare…

La Fatica di un lavoro… (in latino Labor: lavoro, fatica!) 

E.F.

Pensiamo anche alla fatica psicologica e fisica chiamata con un termine inglese “Fatigue” che delinea da un punto di vista medico e sanitario la fatica fisica e psicologica legata a una patologia.

Tu hai una tua fatica, il tuo peso, il tuo sforzo?

Ieri ho ripreso la pratica di Mindfulness con un gruppo eterogeneo, con fatiche diverse, esperienze di vita diverse… 

Oggi rifletto sulla fatica: 

Nella pratica di Mindfulness e nella Meditazione, spesso emerge la fatica di stare con il proprio respiro, con tutti gli aspetti simbolici a cui rimanda… la fatica di stare concentrati, presenti … la fatica di osservare consapevolmente che arrivano pensieri, che ti portano via … e che magari fanno stare male! La fatica di accogliersi e comprendere che non c’è il miracolo, ma che tu sei il miracolo ed è faticoso accettarlo! 

Nelle attività fisiche la fatica di riprendere o iniziare consapevolmente sapendo che camminare, muoversi, danzare, correre sono uno sforzo: il dolore muscolare, le aspettative,… il giudizio! 

Photo by Ketut Subiyanto on Pexels.com

La fatica non è mai sprecata: soffri ma sogni.

(Pietro Mennea)

La fatica: quando qualcosa ci diventa faticoso, cosa significa per noi, per il nostro corpo- la nostra mente?  

Apprezziamo e consideriamo il ruolo di questa caratteristica dell’essere umano, che ci misura,… ci da il limite…? Oppure la allontaniamo da noi? E allontaniamo da noi tutto ciò che ci diventa faticoso? Difficile, pesante? Oppure non riusciamo a dosare la fatica?

Non bisogna lasciare che la fatica entri nel cuore. Può darsi che la fatica controlli il tuo corpo, ma fai del tuo cuore una cosa tua.

Haruki Murakami

Riflettiamo su questa parola e sul peso che essa ha, ma anche sulle sue opportunità! 

#BuoniGiorni 

Elena

Mindful Days, Seconda Parte

Dopo avere vissuto prima della pausa estiva 4 lunedì Mindful https://elenafossati.wordpress.com/2020/06/12/mindful-days/ e un Miniritiro https://elenafossati.wordpress.com/2020/07/11/miniritiro-mindfulness/ per praticare il nobile Silenzio, dal 7 settembre riprenderò, portando alla conclusione del percorso, quattro lunedì Mindful* (7, 14, 21, 28 Settembre).

Ho lasciato ai partecipanti del percorso alcuni appunti e spunti per cercare di creare occasioni di pratica informale e prendersi degli spazi per la pratica formale. Non giudicatevi se non siete riusciti a prendervi del tempo, possiamo ripartire e riprendere questi spazi.

Potete utilizzare una camminata, una doccia, una pausa te/caffè per dedicarvi alla pratica informale: ascoltando i sensi, la vostra presenza alle attività.

Oppure potete farvi guidare da audio, se faticate a praticare in autonomia, o potete seguire letture che vi evocano meditazioni analitica su diverse tematiche,… 

Dal 7 settembre per 4 lunedì ci dedicheremo a:

GLI EVENTI: SENSAZIONI-EMOZIONI-PENSIERI

LA RELAZIONE CON I PENSIERI: ACCETTARE E LASCIARE ANDARE

COME POSSO PRENDERMI CURA DI ME?

CHE IL VIAGGIO ABBIA INIZIO. DAL CORSO ALLO STILE DI VITA

Questi sono giorni in cui si torna alla routine (mi auguro), sapendo che potrebbe essere un periodo nuovamente incerto. Troviamo nella pratica Mindfulness un punto fermo, per darci una struttura, una centralità. 

Vi ricordo che su Youtube e InsightTimer ho registrato parecchie pratiche che potrebbero esservi utili, ma ci sono altri conduttori che hanno pubblicato interessanti audio. 

Inoltre dopo l’esperienza del Lockdown ho deciso di proporre due modalità di proposta delle attività di Mindfulness e Meditazione, per i prossimi mesi a “Lo Spazio”. A questo link trovate le mie proposte per l’autunno.  http://www.lospazio.org/doc/MINDFULNESS_IN_PRESENZA_E_ONLINE_.pdf

E dopo avere ricevuto i vostri feedback, sto creando qualcosa all’aperto … unendo meditazione camminata, seduta,… in uno spazio nella natura. 

A presto!

#BuoniGiorni 

Elena

*A questo percorso già avviato potranno accedere, oltre agli iscritti, coloro che hanno già praticato altri percorsi Mindfulness e Meditazione guidati da me (contattandomi direttamente). 

Home restaurant, un’amica creativa…

Non è un ristorante, sei a casa, sei “In Villa”*, come dice Stefania, la mia amica Stefania, che negli anni si è trasformata, ha cambiato professione, stile,… mantenendo però da sempre una passione, cucinare, facendone, ora, la sua vita e il suo lavoro! 

Sapete che mi piace la citazione di Confucio:

“Fai della tua vita il tuo lavoro e del tuo lavoro la tua vita”

Confucio

(interpretatela bene però!). 

Prima di “arrivare a casa”, di realizzare il suo “Home Restaurant”, come vengono chiamate queste attività nate agli inizi del 2000 negli Stati Uniti, Stefania ha anche gestito un ristorante, ma non era ciò che desiderava… perchè in un Home restaurant mangi, ma, mi permetto di dire, in modo diverso rispetto al ristorante, non solo perché sei in una casa privata, ma anche perché tu hai relazione con i padroni di casa, che cucinano, ti servono, avendoti come ospite, pur non conoscendoti, ma parli con loro, se lo desideri, chiedi a loro e puoi fermarti, in uno spazio solo per te, senza fretta, proprio come a casa quando ospiti amici. Non devi cucinare e non devi riordinare!  

La sala da pranzo è per te, il cibo, che Stefania ti propone, è pensato per te, deciso con te: tu hai scelto, guidato da lei, il tuo menù! Stefania ti educa al gusto, alla scelta del cibo e degli ingredienti locali, della stagione, ti ricorda le origini dei piatti e va alla ricerca dei prodotti.

Il pane di Stefania

Quando ti porta a tavola il pane senti il profumo e ne guardi la forma e il colore. Quando ti porta a tavola il pane, lo assapori, senti il sapore dei grani scelti, dei semi o delle spezie e aromi che aggiunge per farti conoscere nella semplicità, la particolarità.

Poi ti si avvicina e  con gentilezza ti parla del cibo, della sua passione, della cura per quel piatto, perché non c’è fretta, è lì per te e con te, lasciandoti nella tranquillità, se lo desideri, di sentirti a casa… 

Ti ha aperto la porta di casa e quando la saluti ti lascia un dono: magari ciò non sei riuscita a finire…

Oppure,  come è accaduto in questi giorni di convalescenza, ti fa un regalo! 

Paella carne e pesce

Con lei ho parlato di Mindful Eating, perché da lei mangi con consapevolezza

https://elenafossati.wordpress.com/2020/05/20/mangiare-unesperienza-sacra-mindful-eating/

Con lei ho parlato di nutrimento, un nutrimento che non è solo il cibarsi per sopravvivere… ma è nutrimento per l’anima!  

https://elenafossati.wordpress.com/2020/05/26/nutrimento-con-la-danzamovimentoterapia/

#BuoniGiorni

#BuonAppetito

Elena

Torta casalinga al cioccolato!

*P.S.: In Villa è a Bovisio Masciago da Stefania per dettagli sono qui!

Dolore e Sofferenza

In questi giorni mi ritrovo spesso a riflettere, meditare sul DOLORE, grazie al mio piccolo incidente e alla mia decima costa!
Quale esperienza interessante si sta rivelando… per me che, come professionista, mi trovo spesso a gestire e a stare con il dolore degli altri.
Ma quando il dolore è il tuo, tutto cambia, anche se è una semplice puntura di zanzara!
Sicuramente certi dolori possono essere evitati, altri sono inevitabili, e poi ci sono i dolori psicologici (di cui non mi occuperò qui oggi e a cui ho accennato qualche settimana fa parlando di disagio durante il webinar con Aequabilitas https://elenafossati.wordpress.com/2020/07/30/serate-di-formazione-e-consapevolezza-con-aequabilitas/).

La Mindfulness e la Meditazione mi stanno aiutando a comprendere, accogliere, il dolore per non entrare nel cortocircuito della sofferenza (che approfondirò).

Comprendere il problema-dolore: il dolore dato dalla frattura, la tensione muscolare, il movimento e la paura del muovermi… Un interessante ciclo che aumenta il dolore stesso.

OSSERVO IL MIO PENSIERO SUL DOLORE …
STO CON LA MIA SITUAZIONE,
che conosco e non sarà cronica (un altro argomento è il dolore cronico, che trova comunque beneficio da queste metodologie e di cui vi scriverò, ma non ora…).

Il dolore è un dato di fatto, un’altra cosa è la sofferenza, tematica approfondita circa 2500 anni fa da Buddha con un discorso sulle DUE FRECCE; trattato anche dalla Bibbia; trattato dalla medicina (ho fatto un corso ECM qualche mese fa! E in pronto soccorso mi hanno fatto riflettere le parole dette staff medico che mi ha accolto: “quanto dolore sente da 1 a 10?”, applicando la scala del dolore).

Ecco qui il discorso del Buddha sulle due frecce.
“Meditatori, sia l’uomo ignorante che l’uomo saggio che percorre il sentiero percepiscono sensazioni piacevoli, spiacevoli e neutre. Ma qual’è la differenza tra i due, ciò che li caratterizza?
Facciamo l’esempio di una persona che, trafitta da una freccia, ne riceva una seconda, sentendo quindi il dolore di entrambe le ferite. Ecco, la stessa cosa accade quando un ignorante, che non conosce l’insegnamento, viene a contatto con una sensazione spiacevole e – come reazione – si preoccupa, si agita, piange, grida, si batte sul petto, perde il senso della realtà. Quindi egli fa esperienza di due dolori: quello fisico e quello mentale. Gravato dalla sensazione spiacevole, reagisce con avversione e, con questo atteggiamento, inizia a creare in sè un condizionamento di avversione.
Infatti, quando prova queste sensazioni negative, egli cerca il diletto in qualche sensazione piacevole, perchè – da persona ignorante quale è – non sa rispondere correttamente ad una sensazione spiacevole se non cercando riparo nel piacere dei sensi. E quando comincia a godere di un piacere, allora comincia ad instaurarsi in lui un condizionamento al desiderio, alla bramosia.
Egli è completamente inconsapevole di come vadano le cose, non sa cioè che le sensazioni sono impermanenti, non sa quale sia l’origine della bramosia verso di esse, non conosce il pericolo che rappresentano, e non sa quale sia la via per non esserne schiavi.
Questa sua incapacità crea dentro questo tipo di uomo un condizionamento di ignoranza. Provando sensazioni piacevoli, spiacevoli o neutre, l’ignorante, rimanendone condizionato, lontano dalla verità, è soggetto alla nascita, alla morte, alla vecchiaia, ai turbamenti, alle sofferenze, alle negatività. L’ignorante è così destinato all’infelicità.
Invece l’uomo saggio, che percorre la via della verità, quando prova una sensazione spiacevole, non si preoccupa, non si agita, non piange, non urla, non si batte il petto, non perde il senso della realtà.
È come chi venga trafitto da una sola freccia e non da due, percependo solo un tipo di sensazione spiacevole, quella fisica e non quella mentale. Colpito così da questa sensazione, non reagisce con avversione, e così non si forma in lui un condizionamento all’avversione. Inoltre non cerca rifugio in una sensazione piacevole per sfuggire quella spiacevole che sta vivendo. Egli sa, da persona saggia che è sulla via della verità, come ripararsi dalla sensazione sgradevole senza cadere nel piacere dei sensi. Così evita di creare un condizionamento di bramosia e desiderio. Egli comprende la realtà così come essa è effettivamente, del perenne sorgere e passare delle sensazioni, di quale sia l’origine della bramosia verso esse, del pericolo che essa costituisce e del modo di uscirne. Avendo dunque la perfetta e completa comprensione della realtà, egli non permette che si formino in lui questi condizionamenti di ignoranza.
Quindi il meditante impara a rimanere equanime e distaccato qualora si manifestino sensazioni piacevoli, spiacevoli e neutre. Così facendo, chi cammina sulla via del retto insegnamento, rimane distaccato anche dalla nascita, dalla vecchiaia, dalla morte, dai turbamenti, dalle sofferenze e dalle negatività. Egli è equanime davanti a tutte le sofferenze. Questa è la differenza tra il saggio e l’ignorante.
L’uomo saggio, concretamente addestrato nella pratica del retto insegnamento, rimane equanime di fronte alle sensazioni gradevoli e sgradevoli che sorgono nella sua persona”.

Discorso del Buddha

E poi c’è il racconto di Giobbe e della sua esperienza con il dolore e con la sua Fede; da questo libro “il popolo scelto” iniziò a vedere il dolore, la sofferenza come un mistero e non più come un castigo.

1 Allora Giobbe rispose al Signore e disse:
2 Comprendo che puoi tutto
e che nessuna cosa è impossibile per te.
3 Chi è colui che, senza aver scienza,
può oscurare il tuo consiglio?
Ho esposto dunque senza discernimento
cose troppo superiori a me, che io non comprendo.
4 «Ascoltami e io parlerò,
io t’interrogherò e tu istruiscimi».
5 Io ti conoscevo per sentito dire,
ma ora i miei occhi ti vedono.
6 Perciò mi ricredo
e ne provo pentimento sopra polvere e cenere.

Giobbe 42,1-6

E poi in medicina c’è l’‘’Ospedale Senza Dolore’’, dove si intende un ospedale che effettua in modo sistematico la rilevazione del dolore, sia acuto che cronico e dove il dolore è sistematicamente curato, ridotto ed eliminato. Il dolore viene considerato come un sintomo che è pericoloso occultare e che potrebbe essere controllato nel 90% dei casi. Nel Giugno 2001 il ministero della salute elaborò le “Linee Guida per un Ospedale Senza Dolore” (GU del 29 giugno 2001) evidenziando:
Strumenti per il monitoraggio del dolore
Strumenti per la rilevazione del dolore
Trattamento del dolore con protocolli di trattamento, farmaci oppioidi, strutture specialistiche di terapia del dolore e cure palliative; tecniche e prassi di medicina complementare/non convenzionale (agopuntura), tecniche psico-comportamentali (tecniche di rilassamento, artiterapie, mindfulness, visualizzazione,…)

“Quando riusciamo a lavorare solo con il dolore acuto presente e non con la memoria di un dolore passato o con l’anticipazione di un dolore futuro, il dolore è diminuito dei 2/3”

(M. Erickson)

Sul mio canale Insight Timer ho aggiunto in questi giorni una Pratica sul Dolore

Se vuoi puoi praticare con me!

#BuoniGiorni

Elena

Agosto

Un sabato d’agosto, ovunque tu sia

Vivendo il presente, di una mattina d’estate… 

Ti accorgi di sentire lo spazio del tempo.

E.F.

Ascoltando “August” di Taylor Swift… 

Questa giovane donna che mi fa pensare come “ogni cosa abbia la sua stagione”, parafrasando un libro di Enzo Bianchi dando però un significato e una riflessione diversa da quella che da lui (Enzo Bianchi)… ma anche diversa da ciò che canta lei (Taylor Swift)!

Se la cantante parla di un Agosto che scivola via in un momento, … perché non è mai stato mio“Chiamerai quando torni a scuola? Ricordo di aver pensato di averti”, che mi ricordano le estati di tanti anni fa, volate in un momento, appunto,… tra sogni e esperienze… 

But I can see us lost in the memory

August slipped away into a moment in time

‘Cause it was never mine

And I can see us twisted in bedsheets

August sipped away like a bottle of wine

‘Cause you were never mine

August Taylor Swift

Se Enzo Bianchi fa un viaggio, a volte nostalgico, nel passato… 

Io invece, ora, mi trovo molto presente a me stessa, nel momento, nella giornata,  con quello che c’è… e sento i suoni della cicala, osservo la lucertola, leggo le pagine di un libro, ascolto una giovane donna cantare, sollevo un tovagliolo percependone il suo peso…

Le esperienze della vita ti danno la pratica quotidiana. 

#BuoniGiorni

Elena

50 anni

Ieri sono nata, ma 50 anni fa!

Era di luglio!!!!!

Il 14 Luglio!

“Questa bambina è nata il giorno della ‘Presa della Bastiglia’, chissà cosa combinerà!”

Anonimo, forse il nonno!

Oggi: “mezzo secolo”, mi ha detto un mio amico, mezzo secolo… Quante cose sono accadute nel mondo in mezzo secolo? Quanti cambiamenti, quanti giorni, quanti eventi…

E io 50 anni: giorni veloci, a volte lenti… come si può misurare il tempo, se non con l’esperienza?!? Ho fatto un poco di esperienza, già…

Cosa è il tempo?

Auguri a me e grazie a voi, che ieri avete condiviso il vostro tempo con me!

#BuoniGiorni

Elena

Consapevolezza in una tazza di te. Un viaggio nei 5 sensi

Pratiche sui 5 sensi: vista, tatto, udito, olfatto e gusto.
Consapevolezza in una tazza di te. Un viaggio nei 5 sensi

Ispirata da : Thich Nhat Hanh, Quando Bevi il Té stai Bevendo Nuvole, Terra Nuova Edizioni

Abbiamo approcciato il tatto, la vista, oggi approcceremo tutti i 5 sensi in una tazza di tè!
Lo faremo preparandoci una tazza di te.

Prendi un tempo per te,
Preparati…
Sarà una pratica informale…
Porta l’attenzione al tuo corpo e al tuo respiro
Inizia mettendo l’acqua nel bollitore e ascolta, magari chiudendo gli occhi.
Quale suono percepisco?
Ringrazia l’acqua…
Ora scegli il te, se puoi prenderlo in foglie, è meglio, perchè se lo metti in una ciotola potrai iniziare a guardare le foglie arrotolate, a toccarle, a sentirne l’odore e il suono… Ringrazia chi ha raccolto queste foglie di tè e chi ha permesso che arrivassero fino a te!
L’acqua è pronta e puoi metterla nel contenitore, nella teiera…
Ascolta, osserva, sii presente ai tuoi gesti e ringrazia chi ha costruito queste stoviglie…
Aspetta… E respira… Puoi pensare di fare una meditazione del respiro in questi minuti di infusione…
Ora versa il tè nella tazza, ascolta, guarda, sentine il profumo….
E lentamente … Avvicina la tazza alla tua bocca: dai spazio alle sensazioni…
E poi, sempre lentamente porta alla bocca il tuo primo sorso di tè: cosa senti? Mantienilo nella bocca per qualche momento … e poi quando sarai pronto potrai deglutire e preparati per un nuovo sorso…

Elena Fossati

Forse come dice Thich Nhat Hanh:

“Quando Bevi il Té stai Bevendo Nuvole”!

Thich Nhat Hanh

#BuoniGiorni

Elena

Mindful Days

La Mindfulness non fa miracoli, (…) Ma “fa il miracolo” di ritrovare la consapevolezza di camminare sulla terra, di sentire i profumi, di ascoltare i suoni, di gustare il cibo, di vedere quello che c’è e di non vedere quello che non c’è. E consentire alle persone di far nuovamente, o per la prima volta, l’esperienza di essere vive.

Gherardo Amadei (2013, pagina 79)*

*Amadei G., Mindfulness.Essere consapevoli, Il Mulino, Bologna, 2013

Questo è ciò che sto pensando per il percorso Mindfulness che dal prossimo 22 giugno condurrò a “Lo Spazio” http://www.lospazio.org .

In questo particolare momento di impegno per tutti è importante prenderci cura di noi, dandoci una protezione, un’energia, data dalla consapevolezza.

Essere Mindful, praticare la Mindfulness non sarà la soluzione ai problemi quotidiani, ma ci darà il potenziale per guardare ai nostri problemi quotidiani da un altro punto di vista: il punto di vista della consapevolezza, della presenza mentale, dell’attenzione al nostro equilibrio emotivo.

Ognuno di noi ha una saggezza interiore, qualcuno la chiama “maestro interiore”, qualcun altro intuito, entriamo in contatto con tutto ciò, partendo proprio da noi.

Vorrei accompagnare le persone nell’estate con alcuni momenti

4 lunedì dove:

  • METTERE A FUOCO L’OBIETTIVO 22 giugno
  • OSSERVARE IL CORPO E LA CONSAPEVOLEZZA 29 giugno
  • SPERIMENTARE SENSAZIONI-EMOZIONI-PENSIERI 6 luglio
  • VIVERE QUI E ORA: STARE CON QUELLO CHE C’È 13 luglio

Una domenica mattina (19 luglio) insieme per integrare la pratica nella propria vita, perché questa è la finalità: che ciò che sperimentiamo, pratichiamo, acquisiamo… diventi un tratto.

Spesso affermo che se il mio lavoro è ben fatto, lo si nota uscendo dalla porta del mio studio; non basta che la persona che sta facendo un percorso con me stia bene nell’ora che passa con me (anche… a volte non passa nemmeno una bella ora!)… Ciò che è importante è che porti beneficio alla sua vita, quando avrà chiuso la porta del mio studio!

Poi ci saluteremo per lasciare uno spazio alla pausa estiva… e fare decantare … per rivederci a settembre per altri 4 incontri.

Mi sto preprarando ai miei MINDFUL DAYS!

#BuoniGiorni

Elena