#Lo Spazio, #Italianmarinepainter e #Fabriano cos’hanno in comune?

Un’iniziativa di cui vi lascio solo una piccola immagine e i dettagli tra pochi giorni…

 

manifesto A4

 

Intanto che cos’è:

tratto da https://fabriano.com/it/438/the_big_draw

Visita The Big Draw 2017

The Big Draw è un ente di beneficenza che promuove annualmente una campagna per il disegno quale linguaggio universale di apprendimento, espressione e invenzione. Questo si traduce in un grande festival di disegno con migliaia di attività, per lo più gratuite, che collegano persone di tutte le età con musei, artisti, spazi pubblici e privati. The Big Draw è pensato per chi ama disegnare, per gli appassionati che non lasciano la matita nemmeno in età adulta, ma è anche, e soprattutto, per chi è convinto di non poter disegnare… e si sbaglia! The Big Draw nasce in Inghilterra e raduna ogni anno 300.000 persone solo in territorio inglese, ma l’obiettivo è molto più grande: espandere la giornata del disegno in tutto il Mondo.
Fabriano sostiene il Festival del disegno portando il Big Draw in Italia

 

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Cos’è Big Draw

Amiamo il Disegno!

The Big Draw è un ente di beneficenza che promuove annualmente una campagna per il disegno quale linguaggio universale di apprendimento, espressione e invenzione. Questo si traduce in un grande festival di disegno con migliaia di attività, per lo più gratuite, che collegano persone di tutte le età con musei, artisti, spazi pubblici e privati.

The Big Draw è pensato per chi ama disegnare, per gli appassionati che non lasciano la matita nemmeno in età adulta, ma è anche, e soprattutto, per chi è convinto di non poter disegnare… e si sbaglia!

The Big Draw nasce in Inghilterra e raduna ogni anno 300.000 persone solo in territorio inglese, ma l’obiettivo è molto più grande: espandere la giornata del disegno in tutto il Mondo.

Fabriano sostiene il Festival del disegno portando il Big Draw in Italia.

 

 

 

 

#Lo Spazio di #Elena Fossati e #Italianmarinepainter ovvero io# Antonella Natalis…siamo parte di questo progetto superlativo !

Come?

Presto comunicazioni per voi!

 

Antonella Superfuonecessario.it

 

Quante persone speciali si incontrano a #Lo Spazio? Oggi invervisto per voi #Marta Montorfano

Eccomi qui 🙂

Sono giorni che ho le tue domande sulla scrivania, le guardo da lontano e con un po’ di timore. Le osservavo e passavo oltre.

Le ho trascritte a mano perché mi piace far correre la mano sul foglio, il profumo dell’inchiostro sulla carta, la pressione che si imprime alla penna per disegnare il simbolo sul foglio …

Una danza tra pensiero, gesto e colore che prende forma e rende compiuta una vibrazione che è nell’aria intorno.

Generalmente scrivo X raccontare della Natura e degli “insegnamenti” che Alberi ed Elementi mi sanno regalare.

Mi piace raccontare ciò che da fuori entra e genera armonie, movimenti, consapevolezze. Scrivere di questo per me è normale, mi basta ritagliarmi uno spazio di silenzio o di danza immersa tra i profumi e i suoni naturali per permettere al flusso di parole di materializzarsi.

Invece raccontare di me… che fatica 🙂

Fortunatamente l’universo ha pensato di darmi una spinta e la scorsa settimana la curiosità e il desiderio di confrontarmi con le tue domande è arrivata dopo aver visto un video, che mi è stato inviato, sulla vita di un’incredibile donna, pianista russa, vissuta nel periodo della rivoluzione e della dittatura di Lenin, di cui non avevo mai sentito parlare: Maria Judina.

Mi ha colpita una delle sue frasi (in realtà tutta la sua vita mi ha molto impressionata) ” Voglio cercare di essere degna della mia Voce Interiore” .

Questa frase mi ha messo nella disposizione d’animo di iniziare a scrivere e raccontarti.

Quindi eccomi qui.

1. Chi è Marta? Una domanda che spesso torna alla mente. 

Sono una ricercatrice, sai quelle dei tempi antichi con pochi strumenti ma tanta passione e curiosità per il sapere… la mia passione è la Natura in tutte le sue forme.

Sono un’ amante del movimento nel suo essere dono di comunicazione tra me e il Mondo, sia esso esterno o interno.

Mi piace scoprire e indagare i fenomeni che accadono e seguire quel concatenarsi di eventi che permettono di andare in profondità aprendo porte, che svelano universi che non pensavo esistessero.

Mi piace pensare di essere una “danzatrice del cosmo”, come il titolo di un libro illustrato che un gruppo di donne che seguo, mi ha regalato e che parla di una bambina che impara a danzare in compagnia delle forze della natura.

Sono una Sognatrice e amo creare leggerezza in me  e X  le persone che mi circondano.

La Danza, l’Ascolto e l’Osservazione della Natura, la Musica e il canto hanno accompagnato la mia crescita come buoni insegnanti e compagni di viaggio, offrendomi un’ancora di salvezza durante gli uragani della mia vita.

Professionalmente parlando il mio viaggio inizia quando prendo consapevolezza che medicina non fa per me, ma era stata una scelta dettata dall’amore X mia madre che era malata. Da qui e dal dolore per la sua perdita inizia il mio percorso di ricerca: da Steiner e l’antroposofia con l’amore per l’Euritmia, allo zen shatzu e alla filosofia orientale fino alla macrobiotica ; alla psicomotricità Aucouturier, passando per la Danzaterapia integrata alle danze meditative fino alla Floriterapia e al percorso sul sacro femminile come Moon Mother.

Mi sono sempre permessa ( non senza lotte interne spesso concitate) di seguire le cose che sentivo appartenermi e ora ripensandoci mi accorgo che in realtà, anche se non sembrava, io avevo ben chiaro il percorso da fare.

Da approfondimento in approfondimento, da incontro ad incontro sono arrivata ad avere il mio bagaglio formativo ed esperienziale. Anche se non ne ho mai abbastanza…

Nel tempo ho compreso che quando si molla il colpo e si permette al proprio giudice interiore di andarsene un po’ in vacanza, la Meraviglia che siamo può emergere, senza se e senza ma… e mostrarsi al mondo.

Riusciamo ad essere come Maria Judina dice: ” degni della nostra Voce Interiore”.

Cerco di concretizzare questo sentire nella mia associazione ” Donna Albero” , che mi permette attraverso le richieste lavorative e a volte personali, che mi vengono fatte, e alle donne che incontro , di approfondire ed integrare il lavoro che faccio, per prima su di me e poi all’esterno con le persone che decidono di fare un pezzettino di strada insieme a me.

2. Cosa ami di più del tuo lavoro?

Sono tante le cose che amo di ciò che faccio, e di questo sono grata,

La prima è la possibilità di creare e coltivare la mia energia creativa attraverso incontri, coreografie, storie e immagini. Un tessere e ricamare fili che permettono di vedere alla fine l’opera che nell’insieme si è venuta a creare.

Un’altra cosa che amo molto è la ricchezza che nasce dagli incontri di sguardi, gesti, sorrisi tra le persone in danza, che crea un nuovo intreccio e permette quel nutrimento che fa bene al cuore.

3. E cosa senti che piace agli altri? Cosa apprezzano di più ?

Penso che la prima “cosa” che piace è trovare uno spazio ” buono” dove poter semplicemente stare, rispecchiarsi nelle esperienze degli altri partecipanti e ricaricarsi attraverso il piacere di un gesto condiviso che lentamente si fa danza.

Il confronto attraverso il corpo che danza o semplicemente si muove facendosi presenza, unito al vedere i gesti e i passi di chi è per mano a noi nel cerchio, permette alla bellezza che di riflesso vediamo fuori di noi, di vibrare anche dentro di noi e attivare quel sentire che ci fa riconquistare l’essere ” dee” ; arricchendo, rilassando e apprezzando ciò che siamo oltre il fare e il giudizio che giornalmente ci accompagna.

Dall’altra si diventa co-creatrici attraverso il cerchio, le danze, gli sguardi, i sorrisi… di un’atmosfera magica, dentro un tempo non-tempo dove è possibile comunicare ad un livello che è oltre le parole, e che noi ben conosciamo, ma ci dimentichiamo di avere.

3. Puoi raccontare qualche esperienza particolare, una richiesta speciale che ti è stata fatta?

Sono sempre felice quando mi vengono fatte richieste particolari xche’ ho la possibilità di approfondire e ampliare il mio bagaglio, oltre a poter creare cose nuove.

Forse fra tutte,  due sono quelle che più mi ricordo.

La prima, quella che ho nel cuore, me la fece una mia cara amica, che lavora in ambito teatrale e aveva deciso di mettere in scena, con il suo gruppo di adolescenti, ” il signore delle mosche” .

Mi ha chiesto, essendo una storia al maschile, se potevo lavorare con le ragazze e arrivare a creare delle coreografie che si integrassero nella trama. Così è iniziata una delle esperienze emotivamente più coinvolgenti della mia vita lavorativa, durata circa un anno e che ci ha portato, insieme a creare uno spettacolo dove danza, gesto, corpo e parola si intrecciavano armonicamente. Abbiamo anche vinto il primo premio al concorso X teatro giovanile dilettantistico. E poi su questa esperienza ho scritto la mia tesi di dmt.

Un’altra richiesta che invece mi ha divertito molto nel metterla in atto è stata quella di creare un percorso di danza e relax in acqua.

5. Parlando degli abiti che indossi, ci racconti da dove è partita l’idea, quando e dove possiamo vederla ?

Gli abiti che indosso quando danzo, e a volte anche fuori dalla danza, sono creazioni di una donna che, incontrata per caso durante la mia ricerca di un abito speciale per danzare, ha fatto la differenza nel mio percorso e da questo incontro è nata la nostra associazione Donna Albero che ci permette di lavorare con e per le donne, favorendo quel dialogo tra Natura in noi e Natura fuori di noi. (Se vuoi poi ti racconto meglio).

Questa donna si chiama Zoe’ Maton, trovi i suoi abiti sul suo sito: www.telamaya.com ed è una donna fiamminga che ha lavorato nella moda fino a maturare, il desiderio, di creare abiti che portassero le donne a dialogare con  il proprio femminile. E dopo lunghe ricerche e sperimentazioni è arrivata a creare questa linea di vestiti, senza bottoni ne cerniere, che favoriscono il contatto con la Terra. Sono abiti in cotone biologico, tinti con colori naturali ed ecoprint e bolliti in acqua contenente il calcio delle conchiglie e polvere Anion. Una favola poterli indossare.

6. Chi ci segue adora leggere di persone che sono riuscite a lavorare con ciò che amano più fare, vogliono imparare da loro , conoscerne l’esperienza e ricevere qualche consiglio …

Il mio lavoro così come si sta delineando ora, dopo anni di trasformazioni, è basato principalmente sul passa parola. Non è facile portare le persone a danzare, la prima reazione è ” io non sono capace… la danza non è per me…”

Quindi l’unico modo che aiuta a creare rete: sono le persone che coraggiosamente si concedono di venire ad un incontro, sperimentano il piacere e la bellezza del movimento e, diffondendo la voce, tornano con l’amica, la collega, la figlia…

Per questo è importante dedicare cura e attenzione alla preparazione di ogni incontro e dell’ambiente che accoglierà il gruppo.

In realtà questi spazi e queste esperienze sono così piacevoli e anche importanti per ciascuna di noi, che quando si partecipa si sente subito la bellezza e il piacere di essere parte del gruppo e diventa un’appuntamento che si aspetta come ricarica della settimana.

– La musica, il movimento, la manualità, l’essere vicino a persone a stretto contatto come fai tu. Sono tutto cose che riempiono la vita … ci racconti una tua giornata tipo?

Le mie giornate sono sempre diverse, e questa è la loro bellezza, avendo un lavoro che spazia in vari campi e un carattere che faticherebbe a stare sempre nello stesso luogo. 

Nonostante questo ho dei punti fissi nella giornata: al risveglio, mi piace alzarmi presto, mi concedo qualche minuto per fare euritmia o la danza legata all’albero e al periodo dell’anno ( noi Donne Albero seguiamo un calendario al femminile, legato alla ciclicità della terra – il Sincronario – a partire dal Solstizio d’inverno ogni quattro settimane abbiamo un albero e il suo messaggio che ci accompagna. Ora siamo nel tempo del Frassino, ultima settimana bianca).

Poi organizzazione familiare, tra parole, richieste, colazione e saluti.

Pubblico la frase del giorno collegata all’albero sulla pagina fb di Donna Albero e sui vari gruppi delle donne che mi seguono. Rispondo a messaggi e mail e poi, a seconda del giorno della settimana, sono in qualche scuola con progetti di psicomotricità o Danzaterapia, o preparo le formazioni che tengo X gli educatori o le aziende oppure sono nel mio studio con la Floriterapia, trattamenti di riequilibrio delle energie femminili ( metodo Miranda Gray- Moon Mother) o con la dmt.

Nel primo pomeriggio vado a prendere mio figlio a scuola e mi trasformo in tassista o aiuto compiti o quelle mille altre cose che noi mamme sappiamo fare.

La sera a volte conduco i miei gruppi di donne, e poi quando tutti dormono è bellissimo ascoltare il silenzio e scivolare nel sonno.

– Creare collaborazione in un mondo interconnesso è apparentemente semplice. Cosa ne pensi? Idee? Suggerimenti? Che cosa ti scrive la gente e cosa ti comunica?

Non sono molto esperta del mondo telematico. Mi ripropongo  continuamente di farmi un corso, ma c’è sempre qualcosa di più importante…

La gente generalmente mi contatta via mail o attraverso la pagina fb, mia o di Donna Albero.

Mi scrivono della loro esperienza dopo aver partecipato ad uno dei miei incontri, sensazioni, immagini sogni…. oppure mi chiedono approfondimenti legati agli alberi o ai fiori e alle loro proprietà curative o psicologiche, oppure per sapere info sul loro albero di nascita o sulle danze e il loro significato o semplicemente per avere notizie di eventi o serate.

Di solito come associazione partecipiamo spesso a fiere o festival, sia come espositori con gli abiti di Zoe’, Sincronario e Spirito degli Alberi, sia con laboratori esperienziali. Durante le fiere entri in contatto e ti confronti con tantissime persone: curiose, interessate, esperte, scettiche 🙂 è una parte che mi piace molto e mi arricchisce ogni volta, nonostante la fatica di stare nella parola tutto il giorno.

Vorrei concludere così come ho iniziato con una citazione di Maria Judina: ” non dico che la mia strada sia universale, so che ne esistono delle altre, ma sento che solo questa è per me”.

Ci sono voluti molti anni e molte lotte con me stessa e anche con il mondo intorno, per riuscire ad arrivare qui, e ancora il mio giudice interiore fa capolino con le sue frasi tipo ” ma che cavolo stai combinando?!? Condita con quel terrore che sale da dentro e mi porta a dire “Gulp! Aiuto!!!! Veramente cosa sto facendooooo ….”

Fortunatamente questa fase dura poco e dolcemente ma con fermezza ri invito il mio giudice ad accomodarsi fuori e a farsi un bel giro naturalmente nel più assoluto e rigoroso silenzio.

Penso che molte donne ogni giorno si trovino a lottare contro il proprio boicottatore ( Barbablù, come lo chiama Pinkola Estes in donne che corrono coi lupi). Dovremmo imparare a fare un bel respiro e poi dolcemente sorridergli e accompagnarlo alla porta assicurandosi che esca bene fuori.

Un abbraccio grande tra canti di grilli ed energie di luna nuova

Marta

dove trovare Marta?

 

 

 

 

Sofrologia, cosa è?

Cosa è la sofrologia , una disciplina dal nome così particolare, difficile?
Il termine deriva dalle parole greche “sos”, che vuol dire equlibrio, “phren”, ovvero il senso di coscienza, e “logos“, che è lo studio.
Messa a punto da un medico occidentale, che ha lavorato a Madrid e ora lavora nel principato di Andorra, il Dott. Alfonso Caycedo (nato nel 1932 in Colombia, emigrato in Spagna per studi e lavoro).
http://www.sofrologiaonline.com/storia-della-sofrologia-caycediana.html

La Sofrologia aiuta a rilassare la mente e il corpo.
In alcuni articoli di qualche tempo fa ho scritto in merito alla Mindfulness e alle tecniche di consapevolezza e rilassamento.

Oggi approfondiamo questa metodologia creata negli anni ’60 da questo medico spagnolo e che viene in aiuto, supporto e sostegno nella vita di tutti i giorni.
“La sofrologia è la pedagogia della felicità”, afferma Alfonso Caycedo

La sofrologia è composta da tecniche di rilassamento con sedute individuali o di gruppo.
Si fonda sulla relazione corpo-mente, come un tutt’uno, e prende spunto dalla conoscenza e dagli approfondimenti fatti dal Dott. Caycedo, della cultura Orientale: yoga, zen, meditazione.
Da queste culture non prende il misticismo, non è un cammino spirituale, ma rielabora le tecniche di rilassamento. Non è simile alla Mindfulness, anche se alcune tecniche si assomigliano, perché tiene conto del tempo passato, presente e futuro; la Mindfulness parte dal principio “essere presenti nel momento presente”.
La sofrologia utilizza il rilassamento sul posto, sia fisico che mentale, e il movimento.

Foto di Elena Fossati, Momento di pratica

Ci si incontra 1 volta alla settimana per 1 ora circa e si apprendono tecniche per potere proseguire a casa e esercitarsi giornalmente.

Un esercizio per ricentrarsi attraverso La sensazione

Siediti comodamente…
Chiudi dolcemente gli occhi…
Percepisci la presenza delle tue mani appoggiate sulle tue cosce…
Senti il contatto del corpo con la sedia…
Senti i piedi appoggiati al pavimento…
Percepisci ora per qualche minuti (da 1 a 3 circa) tutte queste sensazioni (le mani, la sedia, il pavimento) come se le vivessi per la prima volta…
Limitati a percepirle….
Ogni volta che sorge un pensiero, osservalo per qualche istante, poi torna alle tue sensazioni.
Respira tranquillamente…
Poi espira a lungo dalla bocca socchiusa… Inspira a lungo attraverso il naso…
E poi quando lo desideri, puoi sgranchirti, massaggiarti il viso… e infine apri gli occhi…

Elena Fossati

“Lo Spazio” 

 

Wellness, anno nuovo vita nuova

Wellness la nuova categoria a cui apparteranno i miei prossimi articoli che parleranno sempre di ben essere e salute, ma si apriranno anche a questa tematica.

Sappiamo realmente cosa significa Wellness, questo termine da noi utilizzato per diversi settori, per esempio: dai centri Wellness, nati in Austria, Germania, Alto Adige e poi diffusi in tutta Italia con hotel, alle palestre, …. Sì perché nelle palestre, dove si faceva “fitness”, ora, con più moderazione, equilibrio, introducendo anche altre tecniche e metodologie, lontane dalla vita di palestra, si fa Wellness, ovvero attività e movimenti che guardano al benessere del cliente introducendo anche tecniche di rilassamento,…

Il termine è inglese well+ness, dove il suffisso “ness” trasforma in sostantivo l’aggettivo “well” che significa bene, nel senso di stare bene… E quindi il significato dovrebbe essere “benezza”.
In Italia questo termine è stato, tra virgolette, coniato da Wellbeing (letteralmente stato di salute e di felicità) e fitness (letteralmente efficienza e forma fisica), nasce come concetto di marketing per delineare un nuovo stile di vita, creando una moda, che, come scrivevo, ha influenzato molti settori.
-Riflessioni tratte da: “Il paradosso dello sport in Italia” di Massimiliano Angelucci.

Noi lasciamo alle palestre e alle mode il concetto di Wellness e proseguiamo la nostra rubrica incentrati davvero sul dare stimoli e input alla ricerca di questa “Benezza” -Wellness- a cui tutti aspiriamo!

“Benezza”, definita dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità, la cui denominazione letterale dovrebbe essere tradotta con: “Organizzazione Mondiale della Salute”) ricerca di salut,e  che coinvolge anche gli aspetti psicologici e mentali, le condizioni naturali, ambientali, climatiche e abitative, la vita lavorativa, economica, sociale e culturale; tutto ciò che in qualche modo interagisce in senso positivo o negativo con l’esistenza dell’essere umano. Nella “Carta di Ottawa” (documento redatto nel 1986 durante la prima “Conferenza internazionale per la promozione della salute”) si sottolinea che: “Grazie ad un buon livello di salute l’individuo e il gruppo devono essere in grado di identificare e sviluppare le proprie aspirazioni, soddisfare i propri bisogni, modificare l’ambiente e di adattarvisi”. Si identifica così nella salute qualcosa che, espandendosi oltre i confini del soggetto che ne gode, diventa un mezzo propulsore di ulteriori positivi interventi, adattamenti e modificazioni nel proprio ambiente. Allo stesso tempo, quindi, la capacità di adattamento all’ambiente viene considerata un elemento indicatore di un buono stato di salute.

E quindi un 2017 all’insegna della “Benezza” e del Wellness come solo sa stimolare Superfluonecessario!

Alcuni Esempi:

Benessere Corpo-Mente
Benessere e Salute, come era intitolata la rubrica che abbiamo salutato!
Benessere e Cibo
Benessere e Bellezza

E allora si comincia!

Elena Fossati

“Lo Spazio”

 

EMBODIMENT e la II Conferenza EADMT by APID

Seconda puntata

Entriamo nell’analisi dei temi che saranno trattati alla 2^ Conferenza EADMT “Crisi, Creatività e Società:  DanzaMovimentoTerapia Embodiment nei percorsi interdisciplinari”.
Leggiamo tra le tematiche trattate: Embodiment e pratica creativa – professionalità diverse dialogano intorno al concetto di “Embodiment” (specificità di esperienze radicate nel corpo) in campi alleati della clinica e del sociale.
Embodiment: un termine tecnico inglese, ma entrato nella nostra terminologia e spesso non tradotto. Il dizionario online Treccani ben definisce il significato
All’interno del panorama psicologico, psico-corporeo, della danza e del movimento l’”Embodiment” è fondamentale, perché tutto passa dal corpo. La via dell’Embodiment per stare bene nel mondo è anche incarnata nel corpo (concedetemi la frase “la via per stare bene nel mondo”!).
Per noi DanzaMovimentoTerapeuti tutto passa in primis dal corpo e la danza ne è l’evidenza. La danza svolge un ruolo importante nella guarigione e nel miglioramento della salute. L’esperienza corporea, la conoscenza dell’esperienza corporea è un’esperienza olistica, ovvero che coinvolge la persona totalmente mente e corpo.
In Occidente per molto tempo siamo stati condizionati dalla considerazione di suddivisione di noi stessi come corpi e spiriti, corpi e menti, corpi e anime. Gran parte della nostra cultura affermava (forse qualcuno afferma ancora) la nozione di Platone che il nostro vero io è intrappolato in questi corpi. Anche quando si cerca di superare questo dualismo, spesso ricadiamo nel parlare dell’intimo collegamento tra queste polarità, come, per esempio, quando si discute di malattia, oppure se ci viene chiesto dove il nostro vero sé si trovi, se nel nostro corpo o nella nostra mente, molti probabilmente rispondono: nella nostra mente.
La nozione di Embodiment è una nozione completamente e totalmente umana. Questo è l’Embodiment: si è nel corpo, si è “incarnati, incorporati completamente coinvolti con la carne ovvero totalmente” in una società, in una cultura, in una lingua.
L’Embodiment è in un certo senso una confutazione del concetto cartesiano di polarità mente / corpo, è più di questo. Noi non siamo solo incarnati come individui. La nostra cultura, la nostra lingua e la nostra arte ci dicono che è il nostro modo di essere-nel-mondo, significa essere con gli altri. Essere umani comporta esistere, vivere in un mondo che è essenzialmente legato al materiale (non mal interpretate la parola materiale), alla fisica, la cinetica, spaziale, temporale.
Essere umani è essere Embodied!

Da sperimentare con tutto noi stessi in queste giornate di lezioni, dibattiti, dialoghi e workshop su questo tema.
Elena Fossati
“Lo Spazio”

Una conferenza Europea a Milano

Dal 9 all’11 settembre prossimi Milano ospiterà la 2^ Conferenza europea EADMT (Associazione Europea DanzaMovimentoTerapia), un evento per professionisti di diversi settori: sanità, educazione, ambito artistico, danza, formazione, ambito sociale, filosofico, ambito motorio,…

Ritengo che sia un momento per tutti noi di Superfluonecessario per conoscere, entrare in contatto con settori e professioni diverse, attraverso un linguaggio semplice cSchermata 2016-07-06 alle 16.04.19he ci permetta di capire metodi, concetti, che sempre di più entrano nella nostra vita quotidiana, ma che per noi sono spesso incomprensibili.

Nella 2^ Conferenza EADMT “Crisi, Creatività e Società:  DanzaMovimentoTerapia Embodiment nei percorsi interdisciplinari” si parlerà di DanzaMovimentoTerapia, Embodiment e percorsi interdisciplinari.
Cosa significano queste parole, che sempre più incontriamo in articoli, video, alla tv…?

Danzamovimentoterapia: vi ho già descritto e raccontato di me e di questa metodologia di cura, educazione e accompagnamento alla persona.
Link: http://www.superfluonecessario.it/elena-fossati-e-danzamovimentoterapia-oggi-parla-di-se/

http://www.superfluonecessario.it/danzamovimentoterapia-un-approccio-al-movimento-che-guarda-alla-nostra-creativita/
Per tutta la serie di articoli: http://www.superfluonecessario.it/?s=danzamovimentoterapia

Embodiment, interdisciplinarità professionale,…? In queste settimane estive vorrei dare spazio, trattando di questo evento, a argomenti e significati attraverso un linguaggio e descrizioni che arrivino a tutti noi fruitori di queste discipline e metodologie, ma che non siamo addetti ai lavori!

Prima puntata
Leggiamo nel comunicato:

La Conferenza è aperta a tutti i professionisti della cura, dell’educazione e della relazione di aiuto
Durante questo evento saranno presentati relazioni, poster e workshop interessanti a livello internazionale legati a queste tematiche:
• la DMT e le neuroscienze, la biologia e la ricerca in psicologia.

• la DMT e la psicoterapia, tra cui la psicoterapia corporea.

• Embodiment e pratica creativa: professionalità diverse dialogano intorno al concetto di “Embodiment” (specificità di esperienze radicate nel corpo) in campi alleati della clinica e del sociale.

• Il corpo nella formazione e nella educazione: la sanità , la formazione e la scuola.

• Il potere della creatività nell’arte , nell’integrazione culturale, nelle comunità e nei settori sanitari.

• Crisi, creatività e il corpo mente : le nuove sfide.
Il primo evento europeo in Italia che stima la partecipazione di circa 300 professionisti internazionali della cura e della relazione di aiuto in cui saranno presenti tre importanti relatori:
– Prof. Vittorio Gallese: Professore di Fisiologia, Dipartimento di Neuroscienze, Università di Parma, Italia, Adjunct Research Scholar, Dipartimento di Storia dell’Arte e Archeologia, Columbia University, New York, Stati Uniti d’America
– Prof. Romano Madera : Professore di Filosofia Morale e Pratiche Filosofiche , Dipartimento Scienze della Formazione, Università degli Studi di Milano-Bicocca , Italia
– Dr. Marianne Eberhard-Kaechele : Langen Istituto, Danza Movimento Terapeuta, formatore e supervisore Docente e Ricercatore, Università tedesca dello sport, Dipartimento di neurologia e psichiatria psicosomatica, Köln, Germania
Organizzazione: APID CONFERENCE@APID.IT
La lingua ufficiale della conferenza sarà l’inglese, con traduzione.
Per la partecipazione e per ottenere ulteriori informazioni visitate http:// http://www.apid.it/conference_2016 e http://eadmt.com/index.php? action=article&id=60
EADMT è impegnata in un processo divulgazione della pratica multidisciplinare che utilizza il corpo come strumento creativo espressivo per sostenere la salute e il benessere degli individui, dei gruppi e della comunità in tutta la società. EADMT mira a rafforzare la conoscenza e le competenze di professionisti e ricercatori che mettono in risalto il valore del corpo-mente e della creatività. Questa conferenza mira a integrare e collaborare con i colleghi il cui obiettivo è la ricerca e / o lo sviluppo della nozione di attuazione nella pratica. http://www.eadmt.com
APID dal 1997 accoglie i professionisti della DanzaMovimentoTerapia in un’Associazione che mira a promuovere la DanzaMovimentoTerapia nei settori clinico, educativo, sociale. 
www.apid.it
Neuroscienze (Neuroni specchio vi dice qualcosa?), Embodiment, Psicoterapia corporea, Relazione Corpo-Mente saranno alcune parole trattate in queste settimane.
Per ora inizio a presentarvi le associazioni che saranno protagoniste di questo evento e che garantiscono la qualita del lavoro e dei professionisti sul territorio italiano e in larga scala europeo!
APID: http://www.apid.it
EADMT: http://www.eadmt.com

A settimana prossima per approfondire il termine Embodiment.

 

Elena Fossati

“Lo Spazio”

 

Una mandorla e un chicco di uva

E’ difficile e complesso essere presenti a ciò che si fa in un mondo ricco di stimoli, di ritmi intensi e veloci, dove spesso si fanno due o tre cose contemporaneamente. Si inserisce il pilota automatico e così mentre si mangia si risponde al telefono e/o si legge una mail. Ma come stiamo così facendo? Cosa assaporiamo? Come viviamo?

Una mandorla e un chicco di uva passa possono farci vivere e comprendere che, pur non essendo semplice essere presenti a ciò che si fa, è possibile e soprattuto ci fa apprezzare e gustare, in questo caso, ciò che facciamo!

Per farci  un’idea di quanto possa essere vivacun’esperienza quando la mente è presente al suo fare in modo intenzionale e senza giudizio vi propongo la pratica dell’uva passa, io ho aggiunto una mandorla (per chi non amasse l’uva, ma vanno bene tutti i cibi) per un assaggio di consapevolezza, così come è descritta da Williams, Teasdale, Segal e Kabat-Zinn nel loro libro “Ritrovare la serenità” (Williams et al., 2010, p. 47-48).

A ogni punto dell’elenco leggerete quale azione e sensazione viene attivata.
1 – Tenere in mano
–Per prima cosa prendete un acino di uva passa, mandorla e tenetelo sul palmo della mano o tra pollice e indice. Concentrandovi su di esso, osservatelo come se non aveste mai visto un cibo  come questo nella vostra vita;
2 – Vedere
–Datevi il tempo di vederlo veramente; osservate l’acino d’uva passa, mandorla  con cura e con piena attenzione. I vostri occhi esplorano ogni parte, esaminando i punti in cui risplende la luce, gli incavi più scuri, le pieghe e le grinze e qualsiasi asimmetria o caratteristica unica.
3 – Toccare
–Rivoltate l’acino d’uva passa, mandorla  tra le dita, esplorandone la consistenza, magari a occhi chiusi, se ciò acuisce il vostro senso del tatto.
4 – Annusare
-Portatelo al naso inalate qualsiasi odore, aroma o fragranza che ne scaturisca, notando se ne frattempo avviene qualcosa di interessante nella vostra bocca e nel vostro stomaco.
5 – Mettere in bocca
–Ora avvicinate lentamente l’acino d’uva passa alle labbra, notando come la mano e il braccio sappiano esattamente come e dove collocarlo. Posatelo delicatamente in bocca, senza masticare, notando innanzitutto come ci è arrivato. Esplorate per qualche momento l’acino d’uva passa, mandarla con la lingua e le sensazioni che suscita in voi.
6 – Assaporare
–Quando siete pronti, preparatevi a masticare l’acino d’uva passa, mandorla  notando come e dove deve collocarsi per la masticazione. Poi, molto consapevolmente, date un morso o due e notate che cosa succede subito dopo, facendo esperienza delle eventuali ondate di gusto che emana mentre continuate a masticarlo. Senza ancora ingoiarlo, notate le semplici sensazioni generate nella vostra bocca dal gusto e dalla consistenza e come esse possano cambiare nel tempo, momento per momento, oltre a prendere nota di eventuali cambiamenti nell’oggetto stesso.
7 – Ingoiare
–Quando vi sentite pronti a ingoiare l’acino d’uva passa, mandorla vedete se prima di tutto riuscite a percepire l’intenzione di ingoiare mentre essa emerge, in modo da sperimentare consciamente anche tale intenzione, prima di procedere.
8 – Seguire le sensazioni
–Infine, vedete se riuscite a sentire ciò che rimane dell’uva passa, mandorla mentre scende nello stomaco e a percepire le sensazioni del corpo nel suo complesso, al termine di questo esercizio di consapevolezza nel mangiare.
Questo è un facile o difficile, semplice o complesso esercizio di presenza e consapevolezza nel compiere alcune azioni che non ci coinvolgono emotivamente, ma che nella pratica ci fanno vivere, esperire cosa significhi fare qualcosa presenti a noi stessi: mangiare del cibo.
Pensiamo, praticando la presenza e la consapevolezza, a ciò che facciamo e che, lentamente, momento per momento, diventeremo consapevoli e presenti alla nostre emozioni e azioni e a ciò ci darà ben-essere.

Noi, ieri,martedì abbiamo degustato con presenza e consapevolezza mandorle e chicchi di uva passa. Aspettiamo anche voi!
Elena
“Lo Spazio”
#FrescoRespiro

A PIEDI NUDI…

“A piedi nudi nel parco” non lo avete mai visto?Forse a causa della vostra età, ma ve lo consiglio anche per la scena della camminata a piedi nudi…

Sembra che questa estate vada di moda camminare a piedi nudi!
una serie di portali, anche il blog di  “Io Donna” del Corriere della Sera, ci raccontano e ci illustrano dove sperimentare la possibilità del camminare a piedi nudi…
Vi ricordate che vi ho parlato molte volte del camminare, di quanto faccia bene alla salute e al ben-essere.

Oggi trattiamo dei piedi nudi e molte lettrici sottolineeranno che per mostrare i piedi nudi occorra avere dei piedi bellissimi e ben tenuti (smalto, trattamenti di un’ottima estetista).

Innanzitutto i piedi hanno bisogno di molte cure, essi sopportano tutti i giorni le nostre scarpe e il nostro peso, poco o tanto che sia.
Vi consiglio di massaggiarli sempre prima di andare a letto e dopo un defaticante pediluvio (nella mia rubrica benessere e salute ho parlato dei piedi).
Simbolicamente i piedi sono le radici. Pensiamo anche nel linguaggio: a piedi della montagna,… nelle culture e nelle tradizioni i piedi hanno assunto ruoli diversi (es. la Cina). Dal punto di vista della nostra evoluzione embrionale il piede si forma tra le ultime parti del corpo e raggiunge la sua forma, nel bambino, verso i 5 anni (ora capite perché i bambini hanno bisogno di camminare scalzi). Le storte alle caviglie, i dolori ai piedi hanno un significato simbolico nel panorama psicosomatico!
Secondo la riflessologia plantare sul piede è rappresentato il nostro corpo e se lo guardate di profilo dall’alluce al tallone rappresenta proprio la nostra colonna vertebrale!

Il piede nudo appoggiato su superfici non rigide, ma che possano ammortizzare la percussione del tallone a terra, è davvero salutare… camminare sul legno, o su un prato, o sulla sabbia facendoci rimbalzare delicatamente sui talloni, crea un massaggio “percussivo” a tutto il corpo, fatelo delicatamente però per salvaguardare la colonna vertebrale!
Se parliamo di energia, il piede nudo appoggiato sulla tipologia di superfici appena citate, ci permette di scaricare tensioni. Quando abbiamo mal di gambe o mal di schiena proviamo a cambiare in casa a piedi nudi.
Fate attenzione a camminare a piedi nudi su superfici calde: spiaggia calda, asfalto (oltretutto l’asfalto è poco indicato in quanto superficie rigida) perché non fa per nulla bene al nostro sistema venoso. Se camminate a piedi nudi nel parco per concludere prestate attenzione agli insetti (punture!). Via libera con attenzione sui sassi, al mare, nell’acqua,… Prestando sempre attenzione ai dolori e poi provvedendo a un suon massaggio con creme o olio. Siate che consapevoli che camminando a piedi nudi sicuramente si creeranno ispessimenti della pelle proprio perché la pelle ci protegge! Quindi non lamentatevi se la pelle dei vostri piedi non sarà più morbida come la pelle di un bambino!

Per concludere pensiamo un po’ con i piedi!

Elena Fossati

“Lo Spazio”

 

CALDO? Sì ma con alcuni trucchi

A tutti piace l’estate, ma a molti dà fastidio e disagio il caldo.
Cosa possiamo fare in modo naturale, per non incorrere nell’uso spropositato dei condizionatori?
Per quanto riguarda il nostro corpo, sudore, calore alla testa,… ci possiamo fare aiutare dagli oli essenziali:
O.e. alla menta: qualche goccia in olio di mandorle, o in un bagno schiuma, o shampoo (in commercio ci sono prodotti di qualità con o.e. di menta). Prestare attenzione agli occhi e alla mucose.
O.e. Lavanda: utile anche per punture insetti. Igienizzante e rinfrescante. Sale, olio essenziale e sapone neutro liquido, per uno scrub rinfrescante…
Pediluvi e docce seguendo il metodo Kenipp: interessante un articolo tratto dal sito della provincia di Bolzano 
Pediluvi con alternanza di acqua fredda e calda, concludendo con acqua fredda.
Docce con alternanza di getti freddi e caldi concludendo con doccia fredda (ricordarsi con il doccino di partire sempre dalla periferia -arti- per poi arrivare al centro -stomaco, cuore-)
Sciacquarsi la testa, quando si lavano i capelli, con un getto finale di acqua fresca.
Crema corpo o olio, a base con o.e. rinfrescanti e tonificanti: menta, lavanda, rosmarino.
E poi:
Bere più acqua perché d’estate si suda di più! Berla lontano dai pasti perché il nostro organismo la possa assorbire più facilmente e non si mescola con il cibo. Inizia appena sveglia/o con un bel bicchiere d’acqua.
Come sempre attenzione a alcolici, bevande gasate… (ma questo lo sapete già)
Frutta e verdura ci aiutano e in questo periodo ne abbiamo molta a disposizione!
Cuciniamo dei piatti, leggeri e magari suddividiamo il pasto, che rimane meno pesante: il frutto magari mangiamolo tra la colazione e il pranzo e tra il pranzo e la cena…
E se vuoi rinfrescarti in modo diverso ti aspetto per un  #FrescoRespiro a “Lo Spazio”

Buon Luglio
Elena Fossati
“Lo Spazio”

Estate voglia di frutta e verdura: il biologico

È arrivata l’estate, il caldo, il sole ci fanno desiderare frutta e verdura e in questa stagione ce n’è da sbizzarrirsi.

Possiamo comprare frutta e verdura al supermercato, dal fruttivendolo, ma sempre di più le persone si avvicinano al biologico per molti motivi diversi: c’è chi desidera una sana alimentazione c’è chi desidera mangiare cibi più saporiti. Altre persone per rispettare l’ambiente, gli essere umani,…
Il cibo biologico è controllato dal regolamento europeo sul biologico (n. 834/2007). I principali controlli riguardano i pesticidi, gli OGM, il mantenimento della fertilità del suolo.
All’interno del settore del biologico un posto privilegiato e a parte è occupato dall’agricoltura biodinamica di scuola steineriana.
È vero il biologico ha un costo ma rispetto a cosa? Un prodotto dell’agricoltura convenzionale spesso deve essere ripulito da sostanze chimiche. Il prodotto biologico ha la necessità di meno acqua e consuma meno energia. Vi è anche un rispetto per il paesaggio e per il lavoratore. L’attenzione al prodotto da parte dell’acquirente per la sua qualità e quantità sviluppa a lungo andare un risparmio delle risorse economiche.

Voglio condividere con voi uno speciale creato da Naturasi per Expo Milano 2015.

Buona lettura!

Elena Fossati