Il giardino come cura dell’anima: giardinaggio

Giardino, cura, anima…

Il sole, le nuvole, la pioggia, caldo, fresco,… E’ marzo.

Voglia di vedere fiori, voglia, di piantare semi e bulbi…

Sono stata in Olanda nei giorni scorsi e il vedere distese di prati,… il mercato dei fiori,… gli olandesi con bulbi, semi e fiori in mano, mi hanno fatto voglia di prendermi cura del mio giardino, di un mio vaso abbandonato con una piantina morta per il freddo di gennaio.

Cosa accade quando piantiamo un seme, un bulbo? cosa accade quando facciamo giardinaggio?

Se tutti noi ci ricarichiamo passeggiando nel verde, il fare giardinaggio non solo ci fa stare all’aria aperta, ma ci fa essere presenti a quello che facciamo, ci fa stare in quell’azione e nell’esecuzione di azioni che si devono susseguire con un certo ordine nel tempo e in uno spazio: il vaso, la fioriera, la terra, il giardino. Ecco perchè nel settore della riabilitazione (psichiatrica, neurologica, in terapia occupazionale) il giardinaggio è inserito come terapia.

Ma per tutti noi che vogliamo darci ben essere nel quotidiano, i fiori, le piante, gli alberi, sono portatori di “energie positive” per il nostro corpo e la nostra anima; lo possiamo vedere in molte culture:  immaginatevi un giardino zen o una stanza in stile giapponese con orchidee, creano armonia interiore.

Tutti e in modi diversi possiamo trovare una soluzione per creare il nostro piccolo giardino: da un piccolo vaso in casa,  le case Olandesi , che ho visitato e osservato ne sono un esempio, ai balconi, ai giardini, ai parchi, … una proposta di tendenza è la “home gardening” (giardinaggio), ma anche orto sul balcone da benessere!

Diventiamo “Giardinieri dell’anima” !

“Non importa quanto è grande il giardino – un cubito per un cubito, o grandi campi di cui non si vede la fine – se lo pianti con le tue mani, se intanto carezzi la terra e ne prendi piccole manciate. Sii garbata, sii parsimoniosa. 
Non tirar su immense palate per sbrigare più in fretta il lavoro. 
Quando versi il latte sulla farina, mica lo rovesci tutto in una volta. No: delicatamente ne versi un pochino, rimescoli un poco, ed è così che bisogna trattare la terra, nel raccoglimento, essendo ben presenti e consapevoli.
Così appresi che questa terra, da cui dipendiamo per il cibo, per la sopravvivenza, per il riposo, per l’opportunità di incontrare la bellezza, dev’essere trattata così come spereremmo di trattare gli altri e noi medesimi. 
Quanto accade a questo campo in qualche modo accade anche a noi”

Pagg. 34/35 “Il giardiniere dell’anima” – Clarissa Pinkola Estes.

 

Buon Giardinaggio

Elena Fossati

“Lo Spazio”

 

NATURAlezza

Naturalezza… Una parola che sembra quasi sconosciuta dal punto di vista pratico, ma così affascinante…. Spesso sentiamo dire: “Fa le cose con naturalezza, vive con naturalezza,…” 

Eppure questa parola ci appartiene: noi dovremmo essere naturalezza e invece siamo spesso qualcosa di molto artificiale.
Ci vestiamo seguendo indicazioni e mode e non siamo personali nelle scelte di colori e abiti; mangiamo cibi confezionati; passiamo dall’auto al posto di lavoro, alla casa… Senza prendere un poco di aria … E ci siamo dimenticati che “LE COSE DI OGNI GIORNO CI RACCONTANO SEGRETI PER CHI LE SA GUARDARE E ASCOLTARE”.
Proprio in queste settimane in una scuola dell’infanzia sto vivendo un progetto di movimento e corporeità, attraverso la DanzaMovimentoTerapia, che sviluppa proprio questo tema attraverso due personaggi, due talpe, e queste due talpe stanno facendo vivere ai bambini e alle bambine esperienze semplici, della quotidianità, esperienza naturali.
Ascoltavo, martedì, un’intervista al prof. Raffaele Morelli, uno specialista che non passa indifferente, e affermava che gli esseri umani si sono dimenticati della naturalezza e poi… ascoltavo il brano vincitore di Sanremo “Occidentali’s Karma” interessante e ironicamente vero.

Seguiamo mode, indicazioni, idee, pratiche… E ci dimentichiamo di quanto le piccole cose di ogni giorno ci possano far stare bene!

Un saluto in NATURAlezza nel primo giorno di Marzo!

Elena Fossati

“Lo Spazio”

 

Nuovi equilibri tra buio e luce

Nuovi equilibri tra buio e luce: le ore di buio e luce stanno arrivando a trovare un equilibrio, l’equinozio di primavera, e poi il buio si ritirerà sino al solstizio d’estate, il giorno più lungo.

Tutti gli anni in questo periodo ci ritroviamo stanchi e assonnati, ma non riusciamo a riposare bene. È ancora inverno, si passa dal freddo a momenti più caldi… E il nostro corpo, ancora in “letargo”, ne risente.
Dolori alle articolazioni, influenza e raffreddore, appesantimento, desiderio di cibo, magari di dolce, svogliatezza, stanchezza mattutina, … Chi di noi non si ritrova?

Non preoccupiamoci questo significa che il nostro corpo sente ancora i cambiamenti stagionali,… Dobbiamo però fare tesoro di queste sensazioni e aiutarci.

– Sapete che 20 minuti di meditazione sono come 4 ore di sonno?
– Sapete che una camminata di 20 minuti aiuta il nostro corpo nella sua globalità, dal punto di vista cardiaco, respiratorio, muscolare, a livello endocrino,… E è meglio che una corsa?!?
– Sapete che bere acqua non fredda e mangiare più frutta e verdura di stagione ci aiuta a ripulirci dalle scorie, che abbiamo trattenuto durante l’inverno? Integriamo con l’alimentazione prima di arrivare a integratori (che si assumono solo se non riusciamo a introdurre elementi attraverso i cibi).
– Sapete che i fiori di Bach possono aiutarci a livello vibrazionale e sono un sostegno psico-emotivo durante i cambi di stagione?

Sicuramente questo periodo di passaggio dal buio alla luce, di risveglio è speciale per tutti adulti e bambini.
Cerchiamo di prenderci cura di noi.
Trovate nella sezione Wellness articoli utili per questo periodo, eccone qualcuno da rileggere perché sempre attuale!
http://www.superfluonecessario.it/stanchezza-in-caso-di/
http://www.superfluonecessario.it/stanchezza-e-primavera/

E prepariamoci perché tra qualche giorno sarà marzo, ma è ancora inverno!

Elena Fossati
“Lo Spazio”

Fare Rete è creare Wellness

Mi capita spesso di incontrare, ricevere presso il mio centro persone che mi chiedono cosa possono fare per il proprio ben essere, per la propria salute. Settimana scorsa vi ho scritto: “Fare ciò che ti piace è Wellness” già ma spesso non sappiamo dove andare a fare ciò che ci piace, o spesso ci consigliano luoghi o professionisti non adeguati alle nostre esigenze.

Queste righe oggi non sono solo per chi usufruisce delle attività e proposte per il Wellness, ma sono anche soprattutto per chi eroga proposte e attività per il Wellness: fare rete!

Fare rete significa conoscere quali attività, professionisti e centri possono offrire una determinata attività.

Fare rete significa dare indicazioni su cosa possa essere più utile per una persona, anche se questo può significare lasciare andare un cliente da un collega.

Fare rete significa condividere con professionisti diversi il proprio lavoro mettendo al centro la persona.

Fare rete significa integrare pubblico, privato e territorio, proporre servizi, consigli e indicazioni per un supporto e sostegno alla crescita dal grembo materno alla terza età.

Fare rete è interazione, crescita, condivisione di sapere sapendo che al centro c’è una persona che ti chiede un aiuto, che ti pone una domanda che cercava il suo ben essere.

Credo sia importante oggi fare rete, proprio perchè non è più così diffuso e di moda!

Ci proviamo?

Elena e “Lo Spazio” ci sono!

 

 

 

Fare ciò che ti piace è Wellness

Fare ciò che ti piace è Wellness: spesso pensiamo che fare attività e pratiche che sono pubblicizzate, o di cui tutti parlano e che vanno di moda ci facciamo stare bene,solo perché se ne parla…

E quindi facciamo Pilates perché se ne parla e fa bene alla schiena, alle gambe… Lo dicono tutti, i giornali, …
E quindi facciamo Yoga (e sapete tutto quanto io stimi questa antica pratica) solo perché è così antica e tutti ne parlano dall’America all’Asia!
E quindi coloriamo Mandala o i libri che ora si vendono in tutte le edicole, perché colorare rilassa, lo dice quell’articolo….
E poi … Mettiamoci un cappello magico in testa perché ci fa bene…! Già facciamo attività perché hanno detto che ci fanno stare bene, ci mettiamo dei cappelli in testa …. Presupponendo, dato che hanno detto che fa bene,…. Che anche io starò bene,… Perché faccio quell’attività!

Sabato ero a un evento di “Cuore di Donna” come partecipante e un collega ha ribadito un concetto che condivido e comunico tutti i giorni a chi vedo in  terapia, o ai miei corsi,.. “FAI CIÒ CHE TI FA STARE BENE…” ovviamente non in temi terapeutici e se ci sono controindicazioni,… Ma anche a fianco di una terapia, per darti ben-essere, Wellness, fai ciò che ti piace.

E trova il tempo e lo spazio per fare ciò che ti piace.

Thomas Moore in un testo ormai fuori ristampa, trovabile sono nelle biblioteche, “La cura dell’anima” sostiene che per prenderci cura della nostra “anima”, di noi stessi, abbiamo bisogno di fare esperienze, attività che ci piacciano, dove, direbbe Tich Nath Han siamo presenti totalmente a ciò che facciamo!

E allora vi propongo un gioco:
Facciamo un elenco di ciò che ci piace (e che possiamo realizzare!)

Parto io:
Mi piace leggere
Mi piace cucinare
Mi piace camminare
Mi piace danzare libera
Mi piace meditare e praticare yoga
Perfetto… Basta così … Elena ora puoi scegliere ciò che vuoi fare per il tuo stare bene o se puoi e riesci puoi fare tutte queste cose una alla volta!
Trova un tempo e uno spazio per praticare queste cose e scoprirai che sarai Wellness, sarai in “Benezza”!

Buona ricerca di ciò che ti piace!

Elena Fossati
“Lo Spazio”

Io non ti ascolto!

Io non ti ascolto! Un atteggiamento sempre più diffuso…

Viviamo in una società piena di parole, suoni, rumori…

E non ascoltiamo più.
Tutto è un sottofondo indistinto … Dove parole, suoni, rumori si confondono…
Non ascoltiamo più…
In queste settimane mi trovo spesso a contatto con bambini e bambine della scuola dell’infanzia: giochiamo, ci muoviamo, ci esprimiamo in modo creativo con il nostro corpo, aiutati da oggetti, dalla musica, dalla DanzaMovimentoTerapia.

Qualche volta mi capita di dovere dare a loro indicazioni, semplici consegne per creare… Si usano le parole… Ma… Che fatica ascoltare, sentire le parole, comprenderle, farle mie… Potrei urlare o sussurrare le mie frasi… Ma io bambino/a non ti ascolto comunque… Io non ti sento…
Come mai sempre più bambini non ascoltano?

   Rielaborazione di una foto originale di Dagmar Middelhof

Spesso osservo i bambini:
Davanti alla scuola… Il bambino/a viene tirato da un adulto per la mano… L’adulto parla, parla, continua a parlare senza fermarsi… Dice al bambino tante cose… Ma, sono talmente tante le parole…, che io bambino non riesco ad ascoltarti… E poi queste richieste, affermazioni, dette a voce bassa, oppure a voce alta, dette velocemente …. Sono parole … Sono solo parole, che poi si perdono nell’aria, parole non mantenute, regole dimenticate, lasciate andare …
E io bambino/a mi trovo tra un sottofondo di parole, che però non si concretizzano in fatti, in azioni,…

In auto…. La radio che va, musica,… L’adulto che parla: non lo sento, non capisco, …. Io chiedo qualcosa, voglio parlare con te adulto, ma tu mi dici di tacere perché devi ascoltare la musica a tutto volume… Io non ascolto più…. Io bambino non ti parlo più!

In un locale pubblico mentre il bambino/a si comporta in modo inadeguato…. Smettila di fare, non comportarti così, cosa stai facendo ?!?!?! … Ma non segue un comportamento dell’adulto che corrisponda alle parole… Ti ho detto smettila… Smettilaaaa…. SMETTILAAAAAA… Ma non accade nulla … L’adulto smette di far notare il comportamento inadeguato, non interviene nemmeno con una azione… E il bambino continua a comportarsi in modo inadeguato come stava facendo…!
E io non ti ascolto più!

Un bambino, una bambina che crescono in un ambiente educativo come quelli sopra descritti, non imparano ad ascoltare, non sanno cosa significhi ascoltare un compagno che ti parla, un altro adulto che ti parla,….
Tutto diventa un sottofondo di parole più o meno urlate, più o meno sussurrate… Io non ti ascolto più, perché anche io bambino/a trovo la mia strategia per vivere!

Torniamo al corpo, torniamo a mostrare coerenza tra ciò che fa il corpo e ciò che diciamo… Mostriamo attraverso il linguaggio non verbale il significato delle parole… Per educare questi bambini e bambine a crescere in una unità mente corpo…

Diamo esempi di comportamento, …. Anche agli adulti, così fragili, come mi diceva una insegnante di scuola dell’infanzia, chiacchierando con me, di bambini… Adulti così fragili che non riescono ad avere “la forza” di essere coerenti nelle parole e nelle azioni educative….

Siamo in un periodo di grande fatica emotiva, affettiva, siamo in un periodo di grandi rumori …
E non riusciamo più a sentire, ad ascoltare….

Forse è tempo di imparare a fermarci….

Aiutiamo i bambini e gli adulti a fermarsi!

 

Elena Fossati

“Lo Spazio”

 

Sofrologia, cosa è?

Cosa è la sofrologia , una disciplina dal nome così particolare, difficile?
Il termine deriva dalle parole greche “sos”, che vuol dire equlibrio, “phren”, ovvero il senso di coscienza, e “logos“, che è lo studio.
Messa a punto da un medico occidentale, che ha lavorato a Madrid e ora lavora nel principato di Andorra, il Dott. Alfonso Caycedo (nato nel 1932 in Colombia, emigrato in Spagna per studi e lavoro).
http://www.sofrologiaonline.com/storia-della-sofrologia-caycediana.html

La Sofrologia aiuta a rilassare la mente e il corpo.
In alcuni articoli di qualche tempo fa ho scritto in merito alla Mindfulness e alle tecniche di consapevolezza e rilassamento.

Oggi approfondiamo questa metodologia creata negli anni ’60 da questo medico spagnolo e che viene in aiuto, supporto e sostegno nella vita di tutti i giorni.
“La sofrologia è la pedagogia della felicità”, afferma Alfonso Caycedo

La sofrologia è composta da tecniche di rilassamento con sedute individuali o di gruppo.
Si fonda sulla relazione corpo-mente, come un tutt’uno, e prende spunto dalla conoscenza e dagli approfondimenti fatti dal Dott. Caycedo, della cultura Orientale: yoga, zen, meditazione.
Da queste culture non prende il misticismo, non è un cammino spirituale, ma rielabora le tecniche di rilassamento. Non è simile alla Mindfulness, anche se alcune tecniche si assomigliano, perché tiene conto del tempo passato, presente e futuro; la Mindfulness parte dal principio “essere presenti nel momento presente”.
La sofrologia utilizza il rilassamento sul posto, sia fisico che mentale, e il movimento.

Foto di Elena Fossati, Momento di pratica

Ci si incontra 1 volta alla settimana per 1 ora circa e si apprendono tecniche per potere proseguire a casa e esercitarsi giornalmente.

Un esercizio per ricentrarsi attraverso La sensazione

Siediti comodamente…
Chiudi dolcemente gli occhi…
Percepisci la presenza delle tue mani appoggiate sulle tue cosce…
Senti il contatto del corpo con la sedia…
Senti i piedi appoggiati al pavimento…
Percepisci ora per qualche minuti (da 1 a 3 circa) tutte queste sensazioni (le mani, la sedia, il pavimento) come se le vivessi per la prima volta…
Limitati a percepirle….
Ogni volta che sorge un pensiero, osservalo per qualche istante, poi torna alle tue sensazioni.
Respira tranquillamente…
Poi espira a lungo dalla bocca socchiusa… Inspira a lungo attraverso il naso…
E poi quando lo desideri, puoi sgranchirti, massaggiarti il viso… e infine apri gli occhi…

Elena Fossati

“Lo Spazio”