Bambini e Adolescenti: e ora?

“Disturbi del sonno, attacchi d’ansia, aumento dell’irritabilità. Sono i sintomi più frequenti di cui hanno sofferto le bambine, i bambini e gli adolescenti nel nostro Paese durante l’isolamento a casa per l’emergenza coronavirus. Lo evidenzia l’indagine sull’impatto psicologico della pandemia Covid-19 nelle famiglie in Italia promossa dall’Irccs Giannina Gaslini di Genova e guidata dal neurologo Lino Nobili, che dirige il dipartimento di Neuropsichiatria infantile dell’istituto”.

http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_4_1_1.jsp?lingua=italiano&menu=salastampa&p=comunicatistampa&id=5573

Dall’analisi è emerso che nel 65% e nel 71% dei bambini con età rispettivamente minore o maggiore di 6 anni sono insorte problematiche comportamentali e sintomi di regressione. Per quel che riguarda i bambini al di sotto dei sei anni, i disturbi più frequenti sono stati l’aumento dell’irritabilità, disturbi del sonno e disturbi d’ansia (inquietudine, ansia da separazione). Nei bambini e adolescenti (età 6-18 anni) gli effetti più frequenti sono stati i disturbi d’ansia e la sensazione di mancanza d’aria, ma anche i disturbi del sonno (difficoltà ad addormentarsi e a svegliarsi per iniziare le lezioni per via telematica a casa). In particolare, proprio in questa fascia di età è stata osservata una significativa alterazione del ritmo del sonno con tendenza al cosiddetto ‘ritardo di fase’ (adolescenti che vanno a letto molto più tardi e non riescono a svegliarsi al mattino), come in una sorta di ‘jet lag’ domestico. Tra questi ragazzi è stata riscontrata più frequentemente anche una maggiore instabilità emotiva con irritabilità e cambiamenti del tono dell’umore. (tratto da Indagine condotta da Gaslini di Genova).

Ora, nella fase 2, dove con mascherina per i bambini dai 6 anni, possiamo uscire, interagire, con l’attenzione alle distanze, osserviamo bambini che non vogliono uscire di casa, bambini/adolescenti che si ribellano alle regole, difficoltà di gestione delle emozioni (con reazioni molto forti).

I bambini e gli adolescenti hanno risentito  dell’emergenza, ora dobbiamo aiutarli a ritrovare la loro sicurezza ed equilibrio. 

La gravità comportamentale può essere collegata al grado di malessere e al disagio dei genitori: disturbi d’ansia, dell’umore, disturbi del sonno, consumo di farmaci ansiolitici e ipnotici nei genitori, danno conseguenze emotive anche ai figli. È quindi importante prendersi cura degli adulti per aiutare anche i più giovani (i risultati sono più accentuati nelle famiglie con disagi psichici/di salute prima della pandemia). 

Inoltre  la dissonanza tra quanto i genitori, gli adulti hanno detto/dicono e le emozioni che sono trasparite o che emergono, creano nei più piccoli confusione: informazioni positive es. “vedrai che sarà tutto come prima”, “potrai re-incontrare i nonni”… e le emozioni, il nervosismo, la preoccupazione … creano forti dissonanze.

Cosa fare?   

Innanzitutto è molto importante dire la verità in modo adeguato all’età del bambino e della bambina; non creiamo lunghi discorsi con spiegazioni complesse, i bambini sono semplici e diretti.

È importante invitarli ad esplorare i loro pensieri non gentili e le loro emozioni negative, le loro sensazioni spiacevoli, dovute alle esperienze stressanti che hanno vissuto in questo periodo, come noi adulti.

Cosa abbiamo sentito, provato, pensato noi adulti? Anche i bambini a loro modo hanno vissuto ciò. Osserviamo e accogliamo le loro esperienze, ma anche le nostre esperienze. 

Ci sono poi percorsi per aiutare bambini e adolescenti a trovare strategie per ascoltare, fare spazio alle emozioni, guardare il mondo da un diverso punto di vista, fare movimento…  Le tecniche di mindfulness per esempio, possono dare un contributo a ciò, come tutte le esperienze come attività psico-coporee, che stimolano il processo creativo, o come le artiterapie. 

Prendiamoci un tempo di cura e ben-essere del nostro modo interno e avremo ben- essere anche nel mondo esterno!

#BuoniGiorni

Elena

PARLAMI CON GLI OCCHI

Quando nella Fase 1 incontravo la collega ed amica Mila nelle nostre video chiamate, si rifletteva su tematiche come il contatto, la vista, l’isolamento,… le emozioni…

Spesso avete letto mie riflessioni su questi temi proprio qui nel blog… 

Negli scorsi giorni si è concretizzato un progetto che vorrei condividere con tutti voi e chiedere il vostro aiuto, se vi va, e la vostra partecipazione! 

Usciamo con le mascherine, incontriamo persone con mascherine… Cosa accade quando ci guardiamo? Cosa accade quando vogliamo esprimere emozioni? Cosa leggiamo dell’altra persona che ci parla? 

Questo vogliamo condividere con voi… 

E di questo voorremo parlare il prossimo 26 giugno in un webinar che sarà creato con tutti noi … dalle nostre foto, espressioni, emozioni “parlate con gli occhi”.

Questo è il nostro progetto e per realizzarlo abbiamo bisogno di te, dei tuoi sguardi, delle tue parole dette con gli occhi! 

#BuoniGiorni 

Elena

IL PROGETTO: “PARLAMI CON GLI OCCHI”

Nella realtà che il Coronavirus ha cambiato drasticamente, è stata bandita la vicinanza e il contatto tra le persone, a causa di un nemico invisibile che ha reso il mondo intero impotente e fragile. L’essere umano può ritrovare nuove energie e risorse quando riesce a produrre cambiamento dalla crisi. Oggi la distanza  può permettere di riscoprire il potere di una vicinanza d’Anima in cui ritrovare Il linguaggio e la comunicazione possibile là dove è stata negata. Oggi il linguaggio degli occhi è lo strumento comunicativo più potente che abbiamo, lo sanno bene gli operatori sanitari che hanno accompagnato i pazienti  non solo nella cura, ma anche nella disperata solitudine del non contatto; lo sanno gli occhi di chi non ha potuto guardare gli occhi amati ancora una volta; lo sanno coloro che oggi possono sentire vicino le persone amate attraverso gli occhi virtuali; lo sappiamo noi  terapeuti che  cerchiamo gli occhi dei nostri pazienti dietro lo schermo. Il linguaggio degli occhi soprattutto oggi è ciò che di più vero, sincero, evidente e corporeo abbiamo per comunicare e soprattutto per dire tutto quello che non possiamo fare col corpo. Parlare con gli occhi oggi è dire anche quando non si trovano le parole. Il parlare con gli occhi è dunque la più alta forma di espressività, 

Gli occhi sanno raccontare tutte le Emozioni, anche quando la mimica del volto è coperta da una mascherina, sanno capire quello di cui c’è bisogno, parlano sempre anche quando si vorrebbe che non lo facessero, perché possiedono una loro indipendenza dalla volontà  razionale, possono penetrare e lasciarsi penetrare, possono focalizzare o disperdersi nell’infinito, allargarsi o restringersi, aprire o chiudere, fulminare, accarezzare, abbracciare. Tutto ciò è una cosa straordinaria, una magia, una tra le più grandi magie della vita.

Stiamo raccogliendo testimonianze, esempi, osservazioni relative agli occhi e alle emozioni che possono esprimere, per una raccolta di dati utili ad una ricerca sul potenziale espressivo dello sguardo finalizzata allo studio e alla pratica utile nella cura e nelle scienze del comportamento.

Se vuoi partecipare condividi sulla nostra pagina Facebook o via mail immagini di occhi e sguardi  associabili alle emozioni, prendendo spunto da quelle primarie: paura, tristezza, gioia, sorpresa, disprezzo, rabbia, disgusto. Dai un titolo allo sguardo! 

Ci ritroveremo sul web il 26 giugno per una diretta con Dott.ssa Elena Fossati e Dott.ssa Mila Sanna per introdurci e riflettere sugli sguardi: le emozioni dietro a una mascherina, l’integrazione dei linguaggi, nuovi linguaggi relazionali! 

Elena Fossati: 

Tecnico della Riabilitazione Psichiatrica, DanzaMovimentoTerapeuta, Operatore Mindfulness

Mila Sanna:

Psicologa Psicoterapeuta 

DanzaMovimentoTerapeuta Arteterapeuta   

Contatti:

FACEBOOK: @ProgettoParlamiConGliOcchi

MAIL: parlamicongliocchi@gmail.com

Sguardi…

Nei giorni scorsi ho avuto modo di potere visionare un testo fotografico davvero affascinante sul Vietnam (datomi da una persona speciale!)

Un viaggio di sguardi… https://www.rehahnphotographer.com/vietnam-mosaic-of-contrast-vol-ii/

Vi propongo allora un viaggio tra i sensi, la DanzaMovimentoTerapia, il corpo e la consapevolezza. 

Qualche settimana fa, ancora in Fase 1 vi proponevo Con-Tatto un momento legato alla DanzaMovimentoTerapia:

Oggi vorrei dedicare, in questa Fase 2 uno spazio agli sguardi, con una proposta tra consapevolezza, Mindfulness e DanzaMovimentoTerapia per noi stessi/e e una riflessione sulle emozioni universali attraverso le immagini con e senza mascherina: gli sguardi di Tim Rott. 

Mettiamoci in relazione tra emozioni e lo sguardo: cosa esprimono i nostri sguardi?

Pratiche sui 5 sensi: la vista. DanzaMovimentoterapia e Mindfulness:


E non dimentichiamoci di guardare e fare con “Il fisioterapista a casa”:


#BuoniGiorni

Elena

Qual è la tua paura più profonda?

In questi giorni di Coronavirus l’esperienza emotiva più vissuta è forse quella della paura.

Nell’atlante delle emozioni di Paul Ekman, commissionato dal Dalai Lama,

“per scoprire il nuovo mondo avevamo bisogno di una mappa e per scovare una mente calma abbiamo bisogno di una mappa delle nostre emozioni”

Dalai Lama

proviamo paura quando percepiamo una minaccia alla nostra sicurezza o al nostro benessere. La paura varia d’intensità e frequenza nel corso della vita.

Ho trovato questa poesia di Marianne Williamson, scrittrice e politica statunitense.

Questa poesia, contenuta nel libro A Return to Love di Marianne Williamson, venne erroneamente attribuita a Nelson Mandela. È citata anche nel film “Coach Carter”

La dedico a tutti noi!

La nostra paura più profonda non è di essere inadeguati.

La nostra paura più profonda, è di essere potenti oltre ogni limite.

È la nostra luce, non la nostra ombra, a spaventarci di più.

Ci domandiamo: “Chi sono io per essere brillante,

pieno di talento, favoloso?”

In realtà chi sei tu per NON esserlo?

Siamo figli di Dio.

Il nostro giocare in piccolo, non serve al mondo.

Non c’è nulla di illuminato nello sminuire se stessi cosicché gli altri

non si sentano insicuri intorno a noi.

Siamo tutti nati per risplendere, come fanno i bambini.

Siamo nati per rendere manifesta la gloria di Dio che è dentro di noi.

Non solo in alcuni di noi: è in ognuno di noi.

E quando permettiamo alla nostra luce di risplendere,

inconsapevolmente diamo agli altri la possibilità di fare lo stesso.

E quando ci liberiamo dalle nostre paure,

la nostra presenza automaticamente libera gli altri.

Marianne Williamson, Poesie per l’Anima

Per ascoltare le parole di Marianne Williamson alla conferenza TEDxTraverseCity: https://youtu.be/KHRE10ZiYjM

#BuoniGiorni

Elena

Vi aspetto oggi sabato 18 aprile dalle 18:00 alle 18:40 sulla piattaforma Zoom per meditare insieme con MediTiAmo!?.

https://zoom.us/j/420506362?pwd=eGpobllSMmZLVFIyZ05nb2UrTDY3dz09

Meeting ID: 420 506 362
Password: 045100

Le emozioni di questi giorni

In questi giorni le emozioni vengono, forse restano per un po’ e … poi se ne vanno… magari a fatica… È per questa fatica a lasciarle andare che è importante entrare in una diversa relazione con esse, con le sensazioni spiacevoli;

Lasciare essere le cose come sono!

Oggi sto con voi dedicandoci una poesia, che ci rimanda in modo poetico, all’accoglienza delle emozioni, anche quelle indesiderate…

La Locanda di Jalāl ad-Dīn Moḥammad Rūmī, poeta persiano, fondatore della confraternita sufi dei “dervisci rotanti”.

Inoltre oggi 2 aprile con ParoleOstili una inizativa #RingraziareVoglio in collaborazione con RingraziareVoglio

#RINGRAZIAREVOGLIO

le emozioni che mi accolgo ogni giorno nel mio spazio!

E.F.

Per le scuole, i bambini e i ragazzi visitate: https://paroleostili.it/wp-content/uploads/2020/03/RingraziareVoglio.pdf

E per approfondire in fatto di emozioni:

https://elenafossati.wordpress.com/2020/01/15/onde-emozioni/

https://elenafossati.wordpress.com/2016/08/31/tu-chiamale-emozioni/

https://elenafossati.wordpress.com/2016/01/20/emozioni-e-bambini/

#BuoniGiorni

#RingraziareVoglio

Elena

Onde, Emozioni

In queste settimane mi trovo di fronte a bambini e ad adulti che in modi diversi mi comunicano la loro difficoltà a gestire le emozioni. 

Quando si parla di emozioni, sembra, oggigiorno, che si debba solo parlare di felicità, ma le emozioni che proviamo nella nostra giornata sono molte. Gli scienziati che si occupano dello studio delle emozioni ne hanno individuate 7 che tutti noi mammiferi proviamo: felicità, paura, rabbia, tristezza, sorpresa, disprezzo, disgusto. Esse sono necessarie alla nostra sopravvivenza: come mai allora alcune non le vogliamo nemmeno considerare? Cosa ci accade nel corpo quando una certa emozione ci viene a trovare? 

Noto la fatica delle persone a a comunicare che di alcune emozioni preferirebbero non parlare: ci sono molti bambini arrabbiati, invasi dalla rabbia. Molti adulti invasi dalla tristezza e dalla paura… 

Eppure chi viene definito felice non è che sia immune da eventi tristi, situazioni complesse…  Forse queste persone guardano alla vita in modo differente! 

Ma come fare? Come aiutare  i bambini? Come aiutare noi stessi?   

Iniziamo a sperimentare che le emozioni iniziano piano piano e come un’onda, poi, crescono fino ad arrivare al loro picco e, poi, diminuiscono, fino a scomparire. Quando l’onda è al suo picco noi siamo completamente invasi e la mente non riesce a pensare con chiarezza! Ecco che è quindi molto importante esercitarci per osservare l’arrivo delle nostre emozioni, soprattutto quelle più complesse per noi, per comprendere dove le sentiamo nel nostro corpo,…  

È molto bella la lettura sulla paura del vecchio saggio Mullà (tratta da “Il fiore dentro” di Antonella Montano e Silvia Villani, edizioni Erickson, pag. 105)

<<Un giorno una mamma andò con il figlio dal vecchio saggio Mullà, che insegnava in una scuola. “Mullà-disse- la prego, mi aiuti a controllare questo ragazzo così indisciplinato. Non ascolta nessuno. Ma sempre quello che vuole il suo comportamento causa molti problemi. Ho bisogno di qualcuno capace di mettergli paura!”. Mullà rispose: “ci proverò!”. Poi saltò su una sedia e cominciò gridare e urlare assumendo un atteggiamento davvero terrificante. Mostrava i pugni; digrignava i denti; strabuzzava gli occhi con la faccia contorta e un’espressione furiosa. 

La mamma si spaventò a tal punto che svenne, mentre il figlio scappò via a gambe levate chiedendo aiuto. 

Anche Mullà uscì  la scuola correndo, perché lui stesso si era spaventato! Quando si calmò e torno, la mamma balbettò sotto choc: “Mu…Mu…Mullò , io… Io… Io le avevo chiesto di spaventare mio figlio non me!”. “Hai ragione -rispose-  ma io stesso ero impaurito!”.

“Come possibile? Lei è un grande uomo! Come accaduto che abbia spaventato se stesso?”. “Mi ascolti. Quando incominciato era il padrone, poi la rabbia e la paura sono diventata i miei padroni e io il loro schiavo. È facile cominciare qualcosa, ma è molto difficile controllarla!”>>. 

Buona riflessione!

Approfondimenti:

https://elenafossati.wordpress.com/2019/09/04/le-emozioni/

#buonigiorni

Elena 

N.B.: la foto, un png libero da diritti, è tratta dal dipinto “La grande onda di Kanagawa” https://it.wikipedia.org/wiki/La_grande_onda_di_Kanagawa

Le Emozioni

“E’ molto utile rendersi conto che le emozioni che abbiamo, la negatività e la positività, sono esattamente ciò che ci serve per essere pienamente umani, pienamente svegli, pienamente vivi”. 

Pema Chødrøn

Emozioni, in inglese feeling, che indica sia il termine sensazione, sia il termine sentimento.

In italiano le parole emozioni, sentimenti e sensazioni hanno dei significati diversi.

Le sensazioni sono collegate ai sensi, a ciò che sente il nostro corpo fisico: dolore, piacere,…

Emozione è una parola giunta in italiano nei primi anni del Settecento come adattamento del francese émotion. 

La voce francese proveniva dal latino emovère
ex = fuori + movere = muovere letteralmente portare fuori, smuovere, in senso più lato, 

scuotere, agitare 

Le emozioni sono un insieme di risposte automatiche, fisiologiche e comportamentali che si manifestano in modo più o meno cosciente quando il cervello rileva delle situazioni particolarmente impegnative. 

L’esperienza cosciente dell’emozione è il sentimento che può essere definito come una specie di resoconto, di rielaborazione che il cervello crea per rappresentare i fenomeni fisiologici generati dallo stato emozionale. 

(Tratto da lezione master Neuroscienze, Mindfulness, pratiche contemplative, Dott.ssa Laura Sebastiani)

Dopo questa premessa terminologica, possiamo chiederci in che modo si manifestano le emozioni nel nostro corpo? E che effetti fanno nella nostra mente?

Per chi non è connesso ai propri sentimenti, a causa di traumi più o meno importanti, di perdite più o meno importanti, ma anche a causa del proprio sistema di vita ed educativo,…  la comprensione delle emozioni è piuttosto complessa. Sicuramente la società ha insegnato a molti ad avere paura dei propri sentimenti: alcuni sentimenti devono essere repressi e addirittura non provati.

Riconoscere le emozioni, i sentimenti, ci permette di comprendere che noi non siamo quell’emozione o quel sentimento ma che noi proviamo quelle emozioni, e rielaboriamo mentalmente quel sentimento. Possiamo percepire nel corpo l’emozione, la possiamo ricordare con la mente, possiamo darle un nome, ma sicuramente essa poi si dissolverà o passerà da un’emozione all’altra (come le nuvole nel cielo… della foto).

Più noi diventiamo esperti nel comprendere emozioni e sentimenti più noi cresciamo in intelligenza emotiva (L’intelligenza emotiva è un aspetto dell’intelligenza legato alla capacità di riconoscere, utilizzare, comprendere e gestire in modo consapevole le proprie ed altrui emozioni. la traduzione del testo di Daniel Goleman, ha fatto conoscere in Italia l’intelligenza emotiva).

Sicuramente emozioni come la paura, la rabbia, la tristezza, ma anche lo stato mentale di dolore sono complessi da tollerare e gestire e ci vuole molto coraggio per fare esperienza delle nostre emozioni e dei nostri sentimenti, comprendendo la loro dimensione senza reagire.

“Tutti noi ci portiamo dentro il nostro luogo d’esilio, i nostri crimini, le nostre devastazioni. Il nostro compito è non riversarli sul mondo, e trasformarlo dentro di noi e negli altri”.

Albert Camus

Proviamo allora a meditare su sentimenti come il dolore, la nostra cultura ci ha portato a dimenticare l’importanza delle nostre lacrime che onorano il dolore. Il dolore come perdita, perdita importante come il lutto… Oppure una perdita di intensità minore, ma per questo non importante, come la fine di una relazione, di un’amicizia, la perdita del lavoro,… Meditare sul dolore respirando portando la mente alla perdita, al dolore che stiamo piangendo, lasciare sorgere le storie, le immagini… con tanta delicatezza e tempo. Lasciare affiorare i sentimenti… Respirando e portando compassione* verso noi stessi.

Altri articoli:

https://elenafossati.wordpress.com/2016/08/31/tu-chiamale-emozioni/

https://elenafossati.wordpress.com/2016/01/20/emozioni-e-bambini/

*https://elenafossati.wordpress.com/2019/04/10/compassione/ 

#BuoniGiorni 

Elena

#emozione #emozioni #mindfulness #sentimenti #feeling #sentimento #feelings #intelligenzaemotiva #meditazione #corpo #sensazioni #compassione

Noia

Noia: Oggi non so cosa scrivere…

Non so di cosa parlare con le mie lettrici e i miei lettori: ho scritto di tanti argomenti, non ho richieste di tematiche particolari, potrei approfondire centinaia di argomenti, ma oggi non so proprio cosa scrivere… E allora mi faccio prendere dalla noia!
Che bella emozione, nessuno la ama però!
Non ci si può annoiare, non ci si deve annoiare, si deve sempre trovare qualcosa da fare… Eppure la noia è un’emozione molto utile.
Ma cosa è la noia?
È quel sentimento che ci porta a non sapere cosa fare, anche se vorremmo fare qualcosa… E allora ci riempiamo di qualcosa d’altro, piuttosto che vivere e fermarci ad accogliere questa strana sensazione…
Eppure la noia serve:

https://www.focus.it/comportamento/psicologia/a-cosa-serve-la-noia
Sapete cosa faccio quando la noia mi viene a trovare? Sì perché anche io a volte incontro la noia; chi mi conosce bene sorriderà, perché avrà pensato anche Elena si annoia?!?
La faccio entrare e la faccio stare con me, mi fermo e l’ascolto… Ascolto il mio respiro, faccio silenzio nella mia mente… E allora anche la noia si annoia e mi viene un’idea: ritrovo il tempo e lo spazio per creare qualcosa di nuovo!

In conclusione ho trovato di cosa scrivere e non mi sono annoiata! Sperando di non avere annoiato voi!

Elena Fossati
“Lo Spazio”

La noia è il più nobile dei sentimenti umani in quanto ci mostra l’insufficienza delle cose esistenti di fronte alla grandezza del desiderio nostro.
(Giacomo Leopardi

E-State Wellness 8: lasciare andare

Lasciare andare per una E-State Wellness!

Oggi concedetemi un articolo trasversalmente personale, anche se in realtà ogni articolo, che condivido con voi in questa rubrica, parla sempre un po’ anche di me, come di ognuno di voi!

Un po’ di anni fa uno dei miei cantanti preferiti, Sting, cantava:

“If you love somebody, if you love someone set them free.
(Free, free, set them free.)”

 

Siamo immersi in una cultura, in una società che vuole trattenere: tenere, trattenere i momenti delle vacanze (fotografie di tutto: dal cibo, alle sfumature del tramonto…), trattenere i sentimenti, le emozioni (soprattutto quelle forti),… Trattenere le relazioni,…
Pensiamo a quando ci facciamo male: prendiamo una “botta” e spesso la nostra prima reazione è quella di trattenere il respiro, ma invece di diminuire il dolore esso aumenta! Già, facciamoci caso… Se invece ci mettiamo a respirare, a lasciare andare,… lasciare uscire l’aria…. ci accorgiamo che, dopo poco, il dolore diminuisce… Provare per credere, osservare per confermare!

Siamo nel momento, quasi per tutti della conclusione delle vacanze, tra una settimana, lasceremo andare anche il mese di agosto,… Ci dobbiamo preparare a lasciare andare il periodo delle vacanze, per iniziare qualcosa di nuovo, o riprendere le attività della quotidianità.
Viene quindi a proposito questo articolo sul “lasciare andare”, questo non vuole dire dimenticare,…. e nemmeno significa che non si deve più fare, sperimentare, vivere,… significa proprio fare andare… distendere, rilasciare…

Provatelo con i muscoli del vostro corpo: entrate in tensione, per esempio stingendo forte i pugni… e ora provate a distendere, a lasciare andare… cosa provate? Provate ora a contrarre i muscoli delle gambe, contate fino a cinque,… provate a lasciare andare ora… e ascoltate cosa sentite nel corpo. Provate con il respiro. lasciate uscire l’aria, soffiatela fuori… e ora cosa accade?

La stessa cosa, più complessa, avviene per le emozioni, per le relazioni: lasciare andare nella crescita i propri figli, lasciare andare persone che ci hanno salutato,… Lasciare andare sentimenti che teniamo stagnanti e repressi, perchè sapete tutto cerca una via di uscita (la medicina psicosomatica ce lo insegna) … un po’ come accade per alcune piante che crescono nei boschi, che cercano e trovano strade per andare verso la luce…

Scrivo questo articolo perché, vi confesso (ahimè sarà una confessione pubblica!) anche io mi trovo in questa condizione:
LASCIARE ANDARE, con un mix di sentimenti apparentemente contraddittori, ma che non voglio trattenere…

E così concludo condividendo questo scritto di Kahlil Gibran, che dedico a tutti voi e anche a me che sono anche un genitore:

“I Vostri Figli” di Khalil Gibran tratto da “Il Profeta”:

(…) E una donna che aveva al seno un bambino disse: parlaci dei figli. Ed egli rispose:

I vostri figli non sono figli vostri…

Sono i figli e le figlie della forza stessa della Vita.
Nascono per mezzo di voi, ma non da voi.
Dimorano con voi, tuttavia non vi appartengono.
Potete dar loro il vostro amore, ma non le vostre idee.
Potete dare una casa al loro corpo, ma non alla loro anima, perché la loro anima abita la casa dell’avvenire che voi non potete visitare nemmeno nei vostri sogni.
Potete sforzarvi di tenere il loro passo, ma non pretendere di renderli simili a voi, perché la vita non torna indietro, né può fermarsi a ieri.
Voi siete l’arco dal quale, come frecce vive, i vostri figli sono lanciati in avanti.
L’Arciere mira al bersaglio sul sentiero dell’infinito e vi tiene tesi con tutto il suo vigore affinché le sue frecce possano andare veloci e lontane.
Lasciatevi tendere con gioia nelle mani dell’Arciere, poiché egli ama in egual misura e le frecce che volano e l’arco che rimane saldo.
(Kahlil Gibran)

Buon Viaggio mia Freccia!

Elena Fossati
“Lo Spazio”

Tu chiamale Emozioni!

Ieri sera guardavo il simpatico e interessante film di animazione “Inside Out”, che in modo fantasioso e creativo esprime la corporeità delle nostre emozioni.

Le emozioni “emos-azioni”: azioni del sangue, uno stato fisiologico, legato al corpo, oltre che al mentale (ricordiamo cosa diceva quella bambina nell’articolo di settimana scorsa: “La mente sta nel corpo…”).
Noi spesso infatti connotiamo le emozioni come uno stato mentale, un pensiero e invece esse stanno nel corpo, sono nel corpo; sono modificazioni psico-fisiologiche a stimoli interni, esterni, naturali o appresi – così ci dice anche Wikipedia.
Facciamo un gioco:
Provate a sentire, imaginare dove sentite nel corpo la gioia. la felicità. Immaginate di sentirvi felici, cosa entità nelle gambe, braccia, tronco…. come vi immaginate…
Ora provate a sentire, immaginare di essere arrabbiati,…. dove sentite questa emozione, cosa succede al corpo…
Cosi per la tristezza…
E per concludere proviamo a immaginare il corpo, a sentire e immaginare la calma…

Abbiamo simulato, ma forse ci siamo accorti che le emozioni stanno nel nostro corpo, compreso il nostro pensare l’emozione!

Viviamo in un periodo dove certe emozioni, soprattutto,  vanno controllate o addirittura eliminate (non vogliamo fare provare la rabbia ai bambini… per esempio) e quindi accade che quando non si riesce più a trattenere, controllare un’emozione ,… essa esplode e quando qualcosa esplode fa molto danno, è come un fiume in piena, senza argini naturali che lo incanalino…

E’ davvero importante essere consapevoli, guardare, accogliere le nostre emozioni, anche perché accogliendole e guardandole, vivendole … noi cresciamo senza esserne travolti … altrimenti tutto diventa SPAVENTO, PAURA … ma questa è  un’altra emozione…

Elena Fossati
“Lo Spazio”

Un articolo di qualche mese fa:

http://www.superfluonecessario.it/emozioni-e-bambini/